Nella Chiesa del Carmine, dal primo al 4 febbraio, la mostra Facies Passionis

Mostra

di SILVANA GIULIANO

Dal primo  al 4 febbraio nella chiesa del Carmine verranno esposti 10 simulacri legati ai riti della Settimana Santa, provenienti da 10 chiese della Puglia. La mostra Facies passionis (i volti della passione) è stata presentata da Antonello Papalia, priore della Confraternita del Carmine, da Luigi Sebastiano Lauta, presidente dell’arciconfratentita Santa Maria del suffragio di Bitonto, da Francesco Lozupone, commissario vescovile della confraternita del Rosario di San Severo e da mons. Marco Gerardo. Mons. Emanuele Ferro ha portato i saluti del nostro Arcivescovo mons. Filippo Santoro. Ha svolto la funzione di moderatore il giornalista e confratello Domenico Palmiotti. Le processioni, le statue, i simboli non sono solo manifestazione pubblica di fede, ma anche testimonianza di una storia, di un vissuto, di una cultura che ancora oggi, a distanza di tanti anni, sono in grado di parlare al cuore e all’anima e suscitano emozioni e senso di appartenenza. Non è stato facile per il Priore Antonello Papalia organizzare una mostra così importante, la prima in Puglia e probabilmente in assoluto. Già il trasferimento delle varie statue comporta un impegno notevole da parte di tutti i soggetti interessati. “Porteremo a Taranto il Cristo Morto  – ha precisato Lauta – la nostra statua non ha mai varcato i confini del comune di Bitonto; i Confratelli hanno accolto con orgoglio la richiesta del Priore Papalia”. “È una grande opportunità per Taranto – ha dichiarato Lozupone – che ha processioni importanti. La città riveste un ruolo di primo piano durante la Settimana santa con processioni di risonanza mondiale. Con la mostra Facies passionis si è resa promotrice di un raccordo regionale per far conoscere le varie statue, perché in tutta la regione ci sono altre processioni anche se meno conosciute, ma altrettanto suggestive. Le processioni  non sono soltanto fenomeni folcroristici, ma sono anche itinerari di fede che possono essere al servizio del cammino della Chiesa pugliese. Le dieci statue sono:
Gesù Cristo nell’orto del Getsenami proveniente dal Museo diocesano di Molfetta; Gesù flagellato alla colonna, di proprietà dell’Arciconfraternita Maria Santissima del Rosario di San Severo; Gesù incoronato di spine, della venerabile Confraternita del Carmine di Mottola; Ecce Homo dell’Arciconfraternita del Carmine di Taranto; Cristo portacroce, della Confraternita di San Leonardo abate e San Sebastiano martire di Manduria; Calvario, della pia associazione Misteri della Vallisa di Bari; Maria Santissima della Pietà dell’Arciconfraternita della Morte del Sacco Nero di Molfetta; La Deposizione, di proprietà della famiglia Martucci-Falagario, custodita nel castello baronale Martucci; Cristo Morto, di proprietà dell’Arciconfraternita Santa Maria del Suffragio custodita nella Chiesa del Purgatorio di Bitonto; Vergine Addolorata appartiene alla Confraternita Maria Santissima Addolorata ed è collocata sull’altare maggiore della Chiesa del Carmine di Noci.

“Sono in programma anche degli eventi collaterali, fra cui un convegno sulla pietà popolare e la bellezza dell’arte legata alla fede e che si svolgerà presso la sede dell’Università di Taranto in via Duomo. La mostra sarà fruibile dalla 9 alle 21 con ingresso libero e gratuito. In quei giorni le funzioni religiose si terranno nella cappella dell’Istituto Maria Immacolata, messa a disposizione dalle Suore Vincenziane

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