Palazzo degli Uffici: che sia la volta buona?

 

palazzo-degli-uffici-Taranto

di MARIA SILVESTRINI
Il Palazzo degli Uffici, vanto e cahier de doleance della nostra città, è tornato prepotentemente all’attenzione della città grazie ad un focus promosso da ben 23 club service coordinati dalla dott.a Matera. Nel Salone della Provincia pieno all’inverosimile l’architetto Augusto Ressa, funzionario della Soprintendenza, e l’ing. Gianfranco Tonti dello Studio START, hanno parlato del passato e del presente del vasto edificio che occupa, silente, il centro del Borgo. Entrambi si occupano da oltre vent’anni del manufatto, lo hanno studiato da punti di vista diversi, tante volte hanno lavorato e sperato che tornasse a vivere.
L’incontro, sapientemente guidato da Pippo Mazzarino, è stato aperto dai saluti del Presidente della Provincia Martino Tamburrano che ha ricordato i gravi ritardi di attenzione scontati dall’edificio nonostante le cifre importanti stanziate in bilancio. Le speranze di una ripresa dei lavori, ha spiegato il Presidente, è nell’attenzione del Governo che ha inserito il progetto del Palazzo degli Uffici negli interventi previsti dal tavolo del CIS, riuscendo a fare sintesi fra le varie Istituzioni. Solo attraverso un ulteriore finanziamento esterno, infatti, è possibile affrontare nuovamente un serio progetto di recupero di una volumetria così importante.
visto dall'alto

L’architetto Ressa ha fatto una breve sintesi della sua storia. Iniziato alla fine del ‘700 per volontà di Fernando IV di Borbone, che lo destinò ad orfanatrofio, rimase per lungo tempo in stato di abbandono. Il Palazzo non conserva nulla della primitiva fase, se non la planimetria, ma è alla fase ottocentesca, sotto la guida dell’architetto Conversano, che dobbiamo la sua forma attuale con i grandi cortili interni. Fu alla fine dell’800, dopo l’Unità d’Italia, che l’apertura della Città Vecchia agli spazi della campagna portò ad uno sviluppo della città dal lato di Porta Lecce. Nella campagna punteggiata da conventi e ville si affacciò la mole del Palazzo degli Uffici, in asse col ponte girevole e con il Palazzo di Città, a dividere simmetricamente la pianificazione ortogonale della città umbertina. Dell’architettura di fine secolo il palazzo è un’ottima sintesi, il punto di riferimento di due piazze e di due grandi vie che segnano l’ossatura planimetrica del Borgo. Oggi, privato della copertura che conteneva amianto, appena riparato dalle piogge da teli di plastica, si va perdendo lentamente e distruggendo sotto gli occhi di una città indifferente.
E’ toccato all’ing. Tonti far rivivere il Palazzo con numeri precisi e diapositive di un futuro possibile. “Dal 1994 ad oggi numerosi sono stati i tentativi di dare al Palazzo deli Uffici nuove destinazioni e nuova vita. La prima proposta venne grazie all’interessamento dell’Associazione Industriali che ne immaginò una fruizione in parte commerciale, capace di rivitalizzare la struttura ed il Borgo. Nel 2003 il Comune, grazie all’accordo con la Provincia, stanziò delle somme consistenti e ripensò il progetto, ma fra lungaggini burocratiche e aggiudicazioni d’asta si giunse al 2012 quando tutto fu bloccato con un ennesimo contenzioso. Arriviamo all’oggi. Comune e Provincia insieme sono riuscite a portare sul tavolo del CIS il progetto di ristrutturazione del Palazzo degli Uffici e finalmente ci si adopera per trovare le risorse.
PALAZZO_DEGLI_UFFICI nuova facies

L’edificio ha una volumetria corrispondente ad edifici di 9 piani sulla base di 3 campi da calcio. Uno spazio enorme che consentirebbe di riportare al suo interno il mitico Liceo Archita, la Biblioteca-emeroteca, ma anche uffici, negozi, caffetterie e roof garden per renderlo vivo di giorno ma anche di sera. Uno spazio urbano capace di conservare la memoria ma anche di autosostenersi. Che resti del suo colore rosso pompeiano o si ritocchi di bianco, poco importa. Il progetto c’è, la volontà ritorna, se non si interrompe la presente sinergia fra le Istituzioni, il mondo economico e la società civile, forse in tempi contenuti potremmo vedere il Palazzo degli Uffici tornare in vita.

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