Grande successo nella parrocchia del Carmine della mostra Facies Passionis

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di MARIA SILVESTRINI
La mostra Facies Passionis, organizzata dall’Arciconfraternita del Carmine dall’1 al 4 febbraio, ha ricevuto un successo di pubblico straordinario. Quasi diecimila persone hanno potuto visitarla e si sono fermate a meditare sulla straordinaria bellezza delle statue che, nel rappresentare i misteri della Passione di Cristo, indicano la forza della fede espressa dalla pietà popolare. Dieci statue, ciascuna diversa, ciascuna singolare per espressione, età, foggia. Tutte legate dalla fede comune, da un rito antico e condiviso con la propria comunità. Statue pensate dalla devozione che i fratelli gli hanno dedicato, che hanno attraversato le strade e i vicoli raccogliendo preghiere e fragilità.
Bellissimi i simulacri che nell’arco degli ultimi tre secoli sono stati creati da geniali artisti per sfilare in processione nei giorni della Settimana Santa, ma forte anche il messaggio di questa sintonia fra Confraternite pugliesi di diversi luoghi, che si sono ritrovate in questo inizio di febbraio. Il progetto immaginato e portato a termine dall’Arciconfraternita del Carmine, grazie al paziente lavoro del Priore Antonello Papalia, ha dimostrato come l’incontro sul tema dell’arte e della bellezza ha promosso anche un più efficace confronto fra i sodalizi e sui temi della pietà popolare.

l'Addolorata

Sabato 3 il convegno nella sede dell’Università in via Duomo, con la professoressa Letizia Gaeta ed il prof. Eugenio Imbriani, è servito a sottolineare quanto le statue in processione, sequenza lenta e scandita di passi, siano forma della cultura e della devozione delle diverse, singole comunità. L’arte popolare, è stato sottolineato, è un’arte spesso anonima, ma è espressione verissima del sentire di un popolo.
Nella giornata conclusiva di domenica, mentre ancora la gente si affollava nella Chiesa del Carmine, splendida nella sua veste di galleria d’arte, i confratelli giunti da Noci, Bari, Bitonto, Mottola, San Severo, Manduria, Molfetta, Massafra, Valenzano, si sono prima riuniti in preghiera nella Chiesa di San Pasquale, poi si sono incontrati nelle sale del Castello Aragonese, gentilmente offerto dalla Marina Militare.
L’idea è quella di rendere sempre più efficace la collaborazione iniziata, e la sinergia fra le confraternite, per valorizzare il grande patrimonio di fede della nostra terra. “Se la pietà popolare è il dialetto della fede, accessibile a tutti, le confraternite possono esserne il tessuto connettivo in una società scristianizzata” ha detto don Marco Gerardo padre spirituale dell’Arciconfraternita del Carmine, sottolineando quanto l’impegno nel sociale sia espressione di testimonianza e di carità.
la pietà - bella

Facies Passionis, un’esperienza che ha fatto scoprire un altro volto della pietà popolare, quello della bellezza della forma artistica dei nostri simulacri, di immediata comprensione, capace di raccontare la sofferenza del giusto e il dolore di una madre con l’umanità di tutti i giorni. Un’esperienza di pietà popolare che esce dal consueto percorso quaresimale, per suggerirne uno diverso, ancorato alla capacità artistica dei nostri cartapestai, artigiani antichissimi dell’arte più povera fatta di carta, stucco e colore. Una tecnica umile per dare agli umili la possibilità di alzare gli occhi verso il Mistero dell’Amore infinito di Dio.

il calvario

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