Mi chiamo Felice, storia d’amore in zona di guerra, giovedì 22 febbraio al Tarentum

felice locandina

Giovedì 22 febbraio l’Auditorium Tarentum presenta la prima delle proprie produzioni della stagione 2017/18. “ Mi chiamo Felice” storia d’amore in zona di guerra è lo spettacolo di Leo Tenneriello, che cura l’esecuzione e l’adattamento musicale, e che vedrà in scena Gianni Filannino, Anna Colautti e Francesca Passantino.
Direttore artistico Riccardo Rossano, organizzazione e allestimento Ciro Lupo. Ore 20.30.

Lo spettacolo, che appartiene al genere teatro canzone, vuole commemorare il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale ed è ispirato a storie vere, rimaneggiate dalla fantasia di Tenneriello e raccontate da voci recitanti.
Si mette in scena la vita e l’amore di Felice, un semplice maestro di un piccolo villaggio della provincia italiana, attraverso le lettere che invia a sua moglie dal fronte. L’amore e la tenerezza sono le armi messe in campo dai militari in trincea per combattere l’inumanità che spadroneggia fuori dai loro cuori. Protagonista dello spettacolo è la parola, scritta e narrata. La Grande Guerra ha rappresentato per molti soldati, oltre al battesimo di fuoco, anche il battesimo della penna. Scrivere per non morire. La grande quantità di lettere da e per il fronte è il segno di quanto fosse urgente la necessità di scrivere e ricevere posta. Prendere la matita in mano rappresentava l’occasione di affermare il proprio essere vivi, di tranquillizzare i propri cari, ma serviva anche per allontanare temporaneamente e virtualmente i militari dalle crudeltà della guerra, offrendo loro un riparo negli amori familiari, nei sapori della vita del paese natio. Raccontare per resistere. I racconti di Felice parlano da soli e parlano un linguaggio genuino e chiaro. L’impietoso passare del tempo nelle trincee mostra una situazione dolorosa, che lascia il segno. Ogni lettera e ogni racconto sono dei tasselli di un mosaico che offre nell’insieme un inconsapevole e straordinario autoritratto di una generazione mandata a morire ignorandone i motivi, nutrendo nel cuore una grande voglia di vivere e di amare. La guerra è la rappresentazione del dolore più atroce e profondo e lo spettacolo ha l’intento di scavarci dentro per scovare, come unico rimedio di vita, l’essenzialità dell’amore. Tra i personaggi un artista di strada, che si alterna alle lettere e ai racconti, impreziosisce la scena cantando canzoni d’amore e contro la guerra del cantautorato italiano

Nell’insieme l’ambientazione è essenziale, minimale. Sullo sfondo, “scene” (foto, video, ologrammi, proiezioni) di guerra.
Info: 3287482683, organizzazione@auditoriumtarentum.it

 

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