La vocazione al lavoro nell’esperienza del Centro Educativo Murialdo

gruppo 1

di MARIA SILVESTRINI
L’esperienza della XLVII Settimana della fede, incentrata sul tema della vocazione, è stata proseguita dai serrani del Club di Taranto, lunedì 5 marzo, con un incontro mirato ad approfondire la vocazione al lavoro. Scelto un luogo emblematico, la parrocchia Gesù Divin Lavoratore sorta cinquant’anni fa a due passi dagli altiforni, un segno di quanto sia prezioso nella Chiesa il mondo del lavoro. Fu affidata da S.E. mons. Guglielmo Motolese ai Giuseppini del Murialdo, congregazione fondata a Torino alla fine del XIX sec. da san Leonardo Murialdo, discepolo di san Giovanni Bosco ed apostolo dei giovani e degli operai.
L’azione del Serra club a favore delle vocazioni sacerdotali è stata spiegata dal cappellano don Davide Errico, poi la parola è passata a Padre Nicola Preziuso, oggi parroco della comunità, per anni sacerdote all’interno del siderurgico e motore di quel piccolo miracolo di volontariato ed imprenditoria giovanile che è il Centro Educativo Murialdo.
Padre Nicola ha iniziato il suo dire con una domanda presente nel Vangelo: “Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, …?” Può sorprendere che Gesù, il Figlio di Dio, abbia lavorato gran parte della sua vita come carpentiere, ma è così. Gli anni nascosti e faticosi di Nazareth sono inseriti nella logica dell’incarnazione e rivelano la sorprendente solidarietà di Dio nei confronti degli uomini che condividono l’esistenza di Gesù anche nel lavoro. D’altronde Giuseppe a Nazareth aveva una bottega: luogo del fare, della quotidianità, dell’incontro. Una bottega: ancora oggi luogo dell’artigiano, della creatività, della pazienza. È questo il metodo: senza voler fare grandi progetti, accostare temi e assemblare pensieri, mettersi nei panni altrui per sperimentarne il loro inedito sguardo. E’ importante offrire ai giovani l’esperienza di una bottega. Mettere a disposizione e condividere materiale per capire la società, come gli uomini si relazionano tra di loro e con la vita, con la materialità e la spiritualità, come le comunità, anche religiose, vedono la società e come resistono all’individualismo che tutto disgrega.
gentile

Per questo nel 1994 è nato il C.E.M. Ne ha parlato diffusamente la dottoressa Angela Gentile, socio fondatore del Centro. “Nel 1994 un piccolo gruppo di volontari, uniti dalla ricerca del senso della propria vita, accompagnati da Padre Nicola, ha iniziato un’ impresa difficile, ardua se pensiamo al contesto territoriale nel quale si è realizzata: contrastare il fenomeno della disoccupazione giovanile. Una comunità che, avendo già un lavoro, ha voluto esprimere la propria cittadinanza responsabile accompagnando passo dopo passo giovani e adulti che per vari motivi non sono inseriti nel mondo del lavoro. E’ nata la Fondazione Onlus Centro Educativo Murialdo (CEM) che opera sul territorio attraverso iniziative che nascono da un attenta analisi dei bisogni del territorio, con particolare riferimento all’ambito delle povertà legate al fenomeno della disoccupazione o inoccupazione vissuta dai giovani e dalle persone in condizione di svantaggio come ex detenuti, disabili, ex tossicodipendenti”.
La storia del CEM passa attraverso l’esperienza della Casa cantoniera sulla SS.6 e sul recupero dei terreni del sito Cimino-Manganecchia. Esperienze importanti per il territorio, che mostrano quanto si possa ottenere con un impegno costante dando ai giovani non “parole” ma concrete azioni di sviluppo. La “girandola degli spazi” attraverso laboratori ha consentito a tanti di comprendere quale fosse la migliore scelta lavorativa per il proprio futuro. Oggi parlano i giovani che ce l’hanno fatta, che dopo i primi tentennamenti e scoraggiamenti, hanno sentito di non essere soli ed hanno cominciato a credere nelle loro capacità. Lo ha detto Donatella Cito, titolare di una pasticceria che con la sua esperienza ha suggellato l’incontro.

donatella cito
Una serata resa ancora più piacevole dalla presenza di quattro ottimi artisti dell’Istituto Musicale Paisiello, la soprano Flora Contursi, il baritono Antonio Stragapede, la pianista Mariangelica Giannetta ed al corno Gianni Ruta, che hanno riscosso un grande successo nell’interpretazione di numerosi brani. Il ringraziamento finale, anche al coordinatore della serata Mimmo Chiffi, è stato portato dalla presidente del Serra Maria Cristina Scapati

i musicisti

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