Walter Musillo del Gruppo Indipendente fa l’analisi del voto

Il risultato del 4 marzo è inequivocabile, consegna un dato netto che non lascia spazio alle interpretazioni, il movimento cresce a dismisura specialmente al sud, e la destra prende forma mortificando la parte moderata della coalizione che, da motore principale, si deve rassegnare ad essere oramai ausiliare qualora decidesse di rimanere in quel contesto.
A sinistra invece è débâcle, sprofonda il PD trascinando con se quelle forze che, in maniera goffa e per puro opportunismo pre-elettorale, hanno tentato di rappresentare un centrismo popolare, ma lì nessuna sorpresa, lo scarso risultato era prevedibile, anzi scontato.
Altrettanto goffe e opportunistiche sembrano le posizioni di alcuni personaggi politici che pur governando, vogliono scimmiottare e corteggiano il movimento, offrendo alleanze innaturali invece di ammettere di aver fallito nella propria azione.
Crediamo invece che sia il momento di rilanciare, aprendo una nuova stagione già tracciata da questo gruppo alcuni mesi fa, si perché questo è il momento. La politica oggi ha un’opportunità unica, e cioè quella di respirare, quella di riorganizzarsi, quella di rialzarsi, di elevarsi, aprendo un dialogo con tutte le forze in campo e riducendo la distanza che è diventata enorme con i cittadini.
Il campo è ben delineato, esiste, ma non è rappresentato ed appartiene a chi non combatte gli avversari ma li affronta, a chi sa bene che le politiche del lavoro devono essere condivise fra lavoratori e imprese, perché il miglior alleato di ogni impresa sono i propri dipendenti e l’impresa è per i lavoratori la casa da difendere e sostenere soprattutto nei momenti difficili.
Appartiene a chi ritiene che dopo la famiglia, la scuola è l’istituto educativo principale e deve essere di eccellenza, si, vogliamo che la cosa più preziosa che abbiamo, i nostri figli, crescano in un luogo dove sia garantita la cultura e la formazione.
Appartiene a chi ritiene che il diritto alla salute sia irrinunciabile, e qui soprattutto a Taranto per le gravi carenze oramai croniche ci sarebbe tanto da dire, ma soprattutto da fare.
Appartiene a chi non si sognerebbe mai di ricacciare in mare chi cerca rifugio, ma si aspetta una politica sull’immigrazione all’altezza della grave emergenza planetaria, che porge la mano e lavora per risolvere la crisi invece di considerarla un’emergenza sempre buona per fare affari.
Appartiene a chi affronta la modernità senza i rimpianti del passato, con lo sguardo attento nel futuro affinché non sia un’incognita, ma la conseguenza di una visione e del lavoro svolto in prospettiva.
Perciò vogliamo fare il primo passo e non ci chiamate visionari. Siamo convinti che la politica quella buona, quella che unisce, sia ancora lo strumento che garantisce partecipazione e condivisione. Non abbandoneremo il campo con la speranza del fallimento altrui, anzi auspichiamo che si apra un confronto costante con chi, in queste ore, ha ricevuto un largo consenso da parte dei cittadini e invitiamo chiunque condivida questo percorso ad unirsi.
In questo campo si ragiona, si costruisce, si ascolta e si rispettano le posizioni di chi ha deciso di affrontare gli stessi argomenti in maniera diversa, non si demonizza l’avversario, si abbattono gli steccati non le persone, le persone sono mattoni, meravigliosi mattoni diversi fra loro che si mettono insieme per costruire la casa, il solido riparo per le nuove generazioni.

Walter Musillo, Indipendenti per Taranto

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