Alle origini delle tradizioni musicali di Massafra, la “Via Crucis” del M° Vincenzo Palmieri nel libro di mons. Cosimo Damiano Fonseca

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di SILVANA GIULIANO

Alle origini delle tradizioni musicali di Massafra, la “Via Crucis” del M° Vincenzo Palmieri (1843-1924) a cura di mons. Cosimo Damiano Fonseca accademico dei Lincei, è il titolo del libro edito con il contributo della BCC di Massafra. Il volume è stato presentato martedì 24 aprile, nella Sala ex Giunta della Provincia, dal presidente della BCC di Massafra Pietro Mastrangelo e da mons. Fonseca.
“La BCC – ha sottolineato il presidente Mastrangelo – è una banca fortemente radicata nel tessuto sociale della città e, oltre ad erogare i servizi bancari, si preoccupa di assumere quelle iniziative che sono ritenute utili per elevare le condizioni morali e culturali dei soci come previsto dall’art. 2 dello statuto”.
Il testo ripercorre la vita e le opere di Vincenzo Palmieri, nativo di Napoli. Formatosi al conservatorio San Pietro a Maiella, Palmieri nel 1878 ebbe a Massafra, dall’allora sindaco don Pasquale De Carlo, membro di una delle più cospicue famiglie della città, l’incarico di riformare l’organico del Concerto Bandistico Municipale. Stabilitosi definitivamente a Massafra ricoprì anche l’incarico di organista della Chiesa Madre e scrisse numerose elegie e marce sinfoniche. Nel 1896, in occasione dell’inaugurazione del nuovo organo della Chiesa Madre, compose la “Via Crucis” secondo il metodo san Leonardo da Porto Maurizio, su libretto attribuito all’abate Pietro Trapassi detto il Metastasio e considerato il grande riformatore del melodramma. La composizione palmeriana della Via Crucis” è rimasta fino ad oggi il punto di riferimento dell’itinerario quaresimale di Massafra. Il volume contiene quattro saggi, rispettivamente di Cosimo Damiano Fonseca, Luisa Cosi, Orsola Amore, Giuseppe Delprete e il commento musicologico di Pietro Silvestri ai quattro spartiti integralmente riprodotti della Via Crucis di Palmieri, Serafino Marinosci e Leonardo D’Angelo.
“La musica – ha spiegato mons. Fonseca – intesa come fruizione del patrimonio storico, ha avuto un’influenza notevole, sia per la presenza di alcuni grandi musicisti che, con la loro opera, hanno reso celebre Taranto, sia all’interno degli strati sociali che nella musica ritrovavano il senso delle proprie origini. In modo particolare, nella seconda metà dell’800, attraverso la musica veniva esaltato il mito risorgimentale. Fu il periodo in cui le varie amministrazioni si dotarono di corpi musicali che diffondevano la tradizione melodrammatica ottocentesca, ma anche quel grande patrimonio delle Marce maggiormente legato al vivere sociale. Nel caso del M° Palmieri va aggiunta la componente dell’esigenza religiosa dove la musica diventava attraverso le forme dell’oratorio, uno dei veicoli di accreditamento della fede e della sua storia”.
Venerdì 27 aprile alle 18,30 nella Chiesa Madre di Massafra, dopo i saluti di mons. Cosimo Damiano Fonseca e del presidente Pietro Mastrangelo, mons. Marco Gerardo, parroco della Chiesa del Carmine di Taranto, presenterà ufficialmente il volume commentando i punti più salienti. Concluderà la serata il Concerto della corale san Francesco diretta dal M° Vincenzo Leo, all’organo il M° Pietro Silvestri, con esecuzioni delle stazioni della Via Crucis V e XIII nella versione di Vincenzo Palmieri, Serafino Marinosci e Leonardo D’Angelo.

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