Enrico Giovannini a Taranto spiega la sua Utopia Sostenibile

INVITO Libro-Forum L'Utopia Sostenibile (1)

di MARIA SILVESTRINI
“Mi sento un po’ di casa a Taranto. Non conosco la città, ma ne conosco i problemi. Conosco la sfida profonda di cambiamento che sta affrontando e l’impegno profuso da Camera di Commercio e Centro di cultura Lazzati per sostenerlo nella maniera giusta. Un impegno che sta facendo scuola in Italia” Con queste parole il prof. Enrico Giovannini, presidente dell’ASVIS, docente di Statistica economica a Tor Vergata e fra i nomi più gettonati nel panorama del toto ministri, ha salutato la platea di studenti, imprenditori e docenti che lo attendeva in Cittadella delle imprese. Fra le autorità il prefetto di Taranto Donato Cafagna e l’assessore al Comune di Taranto Sergio Scarcia.
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Il libro forum su “L’Utopia Sostenibile”, ultima pubblicazione del professore, ha avuto l’apporto di docenti come Vito Albino prorettore del Politecnico di Bari, Nicola Fortunato e Angelo Bonfrate docenti dell’Università di Bari, Claudia Sanesi segretario generale f.f. di Camera di Commercio, e studenti degli Istituti Righi, Pitagora, Maria Pia. Un approfondimento di grande interesse che ha preceduto l’intervento dell’autore.
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Giovannini ha delineato lo scenario attuale dell’economia mostrando quanto sia ormai una evidenza scientifica consolidata l’insostenibilità ambientale, economica e sociale, dell’attuale modello di sviluppo lineare. Già nel 1968 il Club di Roma, una sorta di cenacolo di pensatori dediti ad analizzare i cambiamenti della società contemporanea, individuava i principali problemi che l’umanità avrebbe affrontato, analizzandoli in un contesto mondiale e ricercando soluzioni alternative nei diversi scenari possibili. Il risultato fu quello che noi abbiamo oggi sotto i nostri occhi, desertificazione progressiva, disuguaglianze crescenti all’interno dei singoli Paesi, migrazioni costanti dovute a fattori economici. Cita il filosofo Bauman, il professore, per introdurre le diverse modalità con cui guardare al futuro. La tendenza di sognare il ritorno all’antico, chiudendosi, elevando muri, scegliendo il protezionismo commerciale. L’ipotesi apocalittica di uno scenario di guerre e devastazioni. Infine la terza via di una Utopia sostenibile. La via maestra per un cambio di passo che cerchi di modificare le storture del sistema è l’Agenda 2030. Un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità, sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi che i Paesi si sono impegnati a raggiungere proprio nel 2030.
L’Italia, grazie all’impegno dell’ASVIS (Alleanza per lo sviluppo sostenibile), ha fatto notevoli passi in avanti. Il Governo ha reso obbligatorio l’uso del BES come strumento statistico da affiancare al PIL per misurare il reale benessere del Paese. Non si tratta di una pura operazione tecnico statistica ma di un passo fondamentale verso un cambiamento della cultura dominante. Infatti il punto chiave è il cambiamento di mentalità necessario per la transizione verso uno sviluppo sostenibile. Uno sviluppo circolare che non generi “scarti”, che sia resiliente agli shock dei mutamenti in atto. La realtà si può modificare solo attraverso una trasformazione culturale in grado di influenzare i consumatori, le imprese, le politiche. Un cambiamento non banale che si apre alle nuove tecnologie, alla formazione permanente, alla flessibilità. Un futuro possibile che sta prendendo forma attraverso molti segni concreti.
Taranto in prima fila nel cambiamento. Come ha ricordato il Presidente di Camera di Commercio Sportelli, nella nostra città è stato realizzato, in collaborazione con il Politecnico, il 1° Corso di Alta Formazione al BES in Italia, ed a Taranto sarà il 1° Osservatorio per l’applicazione del BES al Contratto di Sviluppo firmato dal Governo. Passi importanti verso un cambio di paradigma auspicato da Giovannini che ha affrontato il tema dell’ILVA ricordando che occorre sempre grande attenzione nelle scelte di politica economica. Quello che ieri sembrava ottima cosa, si è rivelato nel tempo un fattore negativo; oggi la questione è complicata, servono decisioni importanti per cambiare il modello di sviluppo. Una grande sfida che prima ancora della politica deve essere affrontata dalla comunità, accettando i rischi del cambiamento, la necessità di una visione diversa. La sostenibilità non è un’utopia ma un futuro possibile.

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