Andata la prima per “Le dodici sedie”!

di Maria D’Urso

Fino a che punto sareste disposti a rincorrere la fortuna?

E’ ciò che stanno facendo le cinque promesse tarantine della Snaporaz Production, con il loro entusiasmo ed il loro talento, che hanno presentato, con successo,  la prima del lungometraggio “Le dodici sedie”, presso il Teatro Turoldo. Domenico Palattella, Chiara Filippi, Giuseppe Nardone, Fabio Fornaro e Gaia di Ponzio, hanno presentato il loro lavoro ad un pubblico numeroso ed interessato.

<<E’ un emozione enorme per noi, perché entriamo in un mondo già saturo di case di produzione e di professionisti del settore>> commenta Domenico Palattella, il regista << soprattutto nella nostra provincia, dove è difficile emergere col proprio professionismo nel mondo dello spettacolo.>.

“Le dodici sedie” è un’opera comica, basata sull’omonimo romanzo russo di Evgenij Petrovic Petrov, che racconta le avventure dello sfortunato scianziato  Umberto,  interpretato da Umberto Sardella e di Barbara Biasi, che veste i panni di Rossella, una donna avida di denaro, pronta ad ostacolarlo nell’impresa. Entrambi vogliono recuperare l’ eredità di Umberto di 200 mila euro, ricevuti da una zia da poco scomparsa, che l’ha nascosta in una delle sedie della sua casa, oramai vuota.

Il problema è che Umberto, ignaro di tutto ciò, qualche giorno prima le ha vendute tutte.. a Rossella! La caccia a queste “sedie d’oro” si trasformerà in una divertente epopea: partendo da un negozio di abbigliamento, passando per il teatro, poi in un’azienda dove Umberto riceverà perfino un contratto di lavoro, successivamente in una casa di imbroglioni, sino ad arrivare a casa di un professore, un suo fedele amico nonché fidato cliente, che spesso compra le sue strambe invenzioni farmaceutiche.

Sia Umberto che Rossella sognano la ricchezza e il denaro, quando alla fine, sarà proprio la divina provvidenza ad ostacolarli.

<<E’ un’opera comica, dal retrogusto amaro, che parla delle difficoltà di oggi>> spiegano Domenico Palattella ed Umberto Sardella, il noto attore barese <<La scelta non è casuale. E’ un’aspra critica in toni satirici, alla società capitalistica degli anni 20’ che è attualmente contemporanea. Umberto è un uomo che rispecchia un po’ tutti noi, perennemente stanchi ed insoddisfatti del proprio lavoro, e  le sue avventure alla ricerca della stabilità economica ci insegnano che bisogna credere nelle proprie capacità, anziché rincorrere i cosiddetti “colpi di fortuna”>> .

Ciò che i ragazzi sono riusciti a fare con pochi mezzi e tanta competenza, è notevole.

<<E’ stata una bella scommessa accostarsi a tutto questo entusiasmo. Fare un bel prodotto a costo zero è insolito. Ma con pochi spiccioli e tanta voglia di fare, abbiamo soddisfatto il pubblico!>> commenta il professionista Umberto Sardella, che sin dalla nascita del progetto ha seguito con molta cura ed attenzione il lavoro dei ragazzi.

<<Questi ragazzi mi hanno riportato indietro nel tempo.. in cui non c’erano le telecamere, e facevi di tutto pur di portare una sensazione, un’emozione dal palcoscenico in confronti del pubblico. Volere è potere>>.

Un elogio alla città si evince dalle riprese iniziali sul lungomare tarantino, ed Umberto Sardella ne approfitta per lanciare un messaggio di appello per l’arte.

<<Taranto, geograficamente mi ricorda molto Bari, ed ha tanta voglia di fare. L’artista non deve ricavare ma deve seminare.. per poi raccogliere alberi. Non dimentichiamoci che si deve partire dal basso, per poi arrivare in alto. C’è del potenziale da coltivare e si deve fare… si deve investire verso il futuro>>.

 

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