A Taranto il goal 12 del Festival dello sviluppo sostenibile

festival

di MARIA SILVESTRINI
L’evento nazionale sulla sostenibilità, promosso a Taranto da ASviS, è stato un crogiulo interessante di formazione e progettazione trasversale. Martedì 29, in Cittadella delle imprese, la Sala del mare era affollatissima di imprenditori, docenti universitari, responsabili delle Istituzioni, e tanti studenti che seguono con attenzione l’evolversi dell’economia verso un progetto di sostenibilità circolare.

Scarcia e sportelli ++

“Grazie al costante impegno della Camera di Commercio di Taranto e del Centro di cultura Lazzati, ha detto il presidente Luigi Sportelli, i temi dello sviluppo sostenibile sono da anni nel processo di informazione e formazione che svolgiamo sul territorio. Molto resta da fare ma la scelta del prof. Giovannini di portare nella nostra città l’evento nazionale relativo al goal 12 ci inorgoglisce e ci sprona a svolgere sempre più e meglio il nostro ruolo di coordinamento e sostegno per una economia responsabile”.

tavolo produzione responsabile
L’assessore Sergio Scarcia, da tempo assai attento alla questione, nel portare i saluti del Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci ha sottolineato il profondo interesse dell’amministrazione ai temi trattati: “Ci si sta presentando una prospettiva diversa sulla evoluzione dell’economia e delle città. Taranto è un luogo simbolico molto spesso associato al concetto di insostenibilità. Al contrario ha tante specificità positive in ambito sociale ed ambientale che, se connesse, e in qualche modo coordinate insieme, possono spingere verso quel cambio di passo che faccia emergere l’orizzonte del domani”.
L’ASviS, Associazione nazionale per lo Sviluppo sostenibile nata nel 2016, è stata presentata in video conferenza dal suo portavoce il prof. Enrico Giovannini. Oggi riunisce oltre 180 tra le più importanti istituzioni e reti della società civile e si propone di contribuire allo sforzo di portare il mondo su un sentiero sostenibile come dagli obiettivi definiti nel 2015 dall’Agenda 2030 dell’ONU. “Un grazie a Taranto – ha detto Giovannini – dove, da anni, si propone un punto di vista diverso per cambiare lo sviluppo di una città, devastata da scelte incompatibili, con un processo sano. Qui come in molte parti del nostro Mezzogiorno manca una visione di futuro e la crescita è bassa. Qui innovazione e riqualificazione, insieme ad educazione e formazione, possono essere gli strumenti per cambiare l’idea del futuro”.
tavolo finanza responsabile

Antonino Costantino, coordinatore del progetto, ha spiegato come, nel corso degli ultimi 12 mesi, attraverso gruppi di lavoro formati da esperti del settore, imprenditori e soggetti rappresentativi della società civile, ASviS ha studiato il quadro generale dello stato dell’economia italiana rispetto ai 17 obiettivi di sostenibilità definiti dall’Agenda. Per ciascun obiettivo è stato preparato un position paper, una guida in continuo aggiornamento per definire una strategia comune utile ad evidenziare aree di priorità e scelte operative. “Il position paper del Goal 12, si occupa di produzione e consumo responsabili ma anche di finanza, perché separando questi tre temi si rischia di avere una visione parziale delle cose – ha detto Luca Raffaele, coordinatore del Goal 12, spesso a Taranto in qualità di responsabile di NeXT (Nuova economia per Tutti). – Partendo da percorsi concreti e già sperimentati, vogliamo costruire un percorso generativo che dai territori locali si propaghi con proposte positive ed incida a livello nazionale. Il Goal 12 è il più trasversale tra quelli proposti dall’Agenda 2030 e quello più capace di esprimere il modello di economia circolare verso economica”.
Le tre Tavole rotonde sui temi proposti sono stati preceduti dagli acuti interventi dei professori Luigi Di Sciascio del Politecnico di Bari e di Bruno Notarnicola responsabile del Dipartimento jonico dell’Università di Bari. In particolare quest’ultimo si è soffermato sull’innovazione dell’idea di circolarità, che riporta alla definizione di un ciclo di vita concluso negli scenari industriali con impatto vicino allo zero. Tanto vale particolarmente per l’azienda siderurgica, che potrebbe utilizzare il calore per il teleriscaldamento a favore della città, e recuperare gli scarti in simbiosi con altre aziende. Processi di ristrutturazione dei percorsi produttivi in chiave di sostenibilità sono uno scenario già attuale.
Fra le 10 e le 13, si sono svolti i focus su Produzione, Finanza, Consumo responsabile, a cui hanno partecipato docenti universitari, imprese ed esponenti del Terzo settore. I tre momenti sono stati presentati da Eleonora Rizzuto di AISEC, Maria Antonietta Intonti dell’Università di Bari e Valentino Bobbio di NeXt. Difficile sintetizzare i tanti interventi, certamente rimane un segno forte di cambiamento che sottolinea il passaggio cruciale da una economia lineare nella logica stato-mercato ad una economia circolare che ripensa settori strategici come la mobilità, la gestione dei rifiuti, la formazione e la digitalizzazione. Taranto, per la sua struttura territoriale e per i problemi pregressi si presenta come un possibile laboratorio di economia circolare, all’interno di un processo già avviato che deve proseguire con crescente concretezza.

sala 1

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