L’incidenza della solitudine sulla salute dell’anziano

frontespizio

di Maria Silvestrini
Si sono svolte a Taranto, il 14 e 15 giugno, le giornate jonico salentine di psicogeriatria, centrate sulla solitudine come problema sociale, particolarmente doloroso e gravido di conseguenze nei soggetti anziani. Un convegno interregionale che ha coinvolto operatori di Puglia e Basilicata, promosso dall’Associazione Italiana di Psicogeriatria, in collaborazione con l’Università di Bari, la ASL di Taranto e la Fondazione Cittadella della Carità. La partecipazione di relatori di rilevanza nazionale ha reso le giornate particolarmente interessanti per approfondire dinamiche collettive che vanno accentuandosi per le evidenti problematiche demografiche legate al calo delle nascite ed all’aumento della popolazione anziana.
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Il Convegno ha vissuto la prima giornata all’interno della sede del Dipartimento di Salute mentale, nel convento dei Teresiani, recentemente restaurato. Il dott. Pino Russo, responsabile scientifico dell’incontro insieme alla dott.sa Maria Nacci, ha inquadrato il tema all’interno della realtà concreta del Borgo in cui insiste il DSM. Un luogo dove la popolazione è prevalentemente anziana, immagine di una città, Taranto, che non riesce ad invertire la tendenza di giovani generazioni che fuggono altrove, dove la mancanza di centri di aggregazione aumenta il disagio di chi resta solo con la sua fragilità. La seconda giornata si è svolta per intero all’interno dell’auditorium della Cittadella della Carità, dove l’assistenza dei pazienti anziani ha una storia di quasi trent’anni.

antonelli incalzi

Si deve infatti al prof. Raffaele Antonelli Incalzi, oggi presidente della Società italiana di Geriatria e Gerontologia, l’organizzazione medico scientifica della prima RSA in Puglia, che ha fatto scuola.
scapati

Dopo la presentazione del convegno da parte del Presidente regionale AIP, dott. Francesco Scapati, il tema dell’influenza della solitudine sulla salute del paziente anziano è stata affrontata dal prof. Marco Trabucchi, presidente nazionale, dai professori Antonelli Incalzi, De Leo, Logroscino, Ghizzardi, Bonanno, D’Abramo, Barulli, Lozupone, Panza, Sardone.

trabucchi

Una mole di interventi che hanno sottolineato i diversi aspetti della salute dell’anziano, da quello genetico a quello nutrizionale, dalla interazione fra fragilità sociale e cognitiva alla ideazione suicidaria in età anziana. Relazioni molto tecniche supportate da indagini scientifiche con dati raccolti in lunghe serie di anni, che dal passato e dalle evidenze scientifiche hanno traghettato i convegnisti verso la psicogeriatria del futuro.
Varie sono le cause alla base di una condizione di solitudine: la crisi della famiglia come luogo di compensazione e di equilibrio tra i componenti, realtà abitative legate dalla progressiva contrazione degli spazi, allentamento dei legami di amicizia e di vicinato, diffusione delle comunicazioni digitali come surrogato dei rapporti interpersonali. Condizioni che si associano tra loro e fanno della solitudine un fattore aggiuntivo alle patologie croniche che caratterizzano la fragilità della terza età. Indagini su larga scala indicano come la solitudine, aumentando la presenza di patologie e quindi il rischio di mortalità, aumenti anche l’utilizzo di farmaci e servizi sanitari, comportando conseguenti aggravi di costi per l’assistenza pubblica.
Le giornate di psicogeriatria hanno individuato, come obiettivo possibile dell’AIP, la possibilità di incidere a livello culturale sull’opinione pubblica e particolarmente sulla società medico scientifica per segnalare la solitudine come un problema di salute pubblica. Per affrontare il mito dell’individualismo e dell’autosufficienza, così diffusi nell’attuale società liberista, è necessario indurre le comunità a modificarsi dall’interno, attraverso la continua costruzione di ponti tra le persone. Le relazioni sono essenziali alla vita del singolo come a quella delle comunità, oggi sappiamo che la loro mancanza è causa di aumento delle patologie e della mortalità. La sfida è scientifica, medica ma anche politica, perché le conseguenze negative della solitudine non possono più essere ignorate. L’AIP si fa carico di questa sfida ed intende delineare un’agenda per l’integrazione delle relazioni sociali nelle priorità di salute pubblica, in vista del 15 novembre in cui sarà celebrata una “Giornata contro la solitudine dell’anziano”.

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