Taranto BES City: “Storie di ordinaria economia”

folador

di MARIA SILVESTRINI
L’impegno della Camera di Commercio di Taranto per lo sviluppo del territorio, ha un nome Taranto BES City, ed un obiettivo, la diffusione di un modello imprenditoriale sostenibile ed innovativo. Dopo la partecipazione al Festival dello Sviluppo sostenibile, il 18 giugno l’appuntamento è stato dedicato al coinvolgimento delle imprese attraverso la presentazione del libro “Storie di ordinaria economia. L’organizzazione (quasi) perfetta nel racconto dei protagonisti” edito da Guerini Next di Massimo Folador, docente di Business Ethics della Liuc Business School. Il Presidente Luigi Sportelli, nel presentare il relatore ha sottolineato che “non basta dire ‘cambiamo il paradigma’ per incentivare ad uscire dagli schemi del passato ed incamminarsi verso il futuro. Servono imprenditori che da sé prendano coscienza di ciò che sta accadendo e che agiscano prima che qualunque norma o sollecitazione istituzionale glielo imponga”.
copertina

Il libro di Folador è appunto una narrazione di imprese diverse che ci hanno provato e che hanno vinto la scommessa. Facile? Niente affatto. A confrontarsi con le 24 storie di vita, due imprenditori: Umberto Costamagna e Pierino Chirulli ed un religioso, padre Giuseppe Buffon, della Pontificia Universitas Antonianum, coordinatore di “Una rete internazionale per l’ecologia integrale”. Il tavolo è stato coordinato da Claudia Sanesi, segretario f.f. della Camera di Commercio.
Il ‘cambio di paradigma’, a cui accennava il presidente Sportelli, in Massimo Folador ha la sua genesi nella storia e nella cultura del movimento benedettino, di cui è un profondo conoscitore.
tavolo 1

In particolare la forza e l’attualità dell’insegnamento di San Benedetto possono dire molto al mondo manageriale odierno, grazie alla corretta gestione di valori condivisi, a una leadership diffusa e alla capacità di far lavorare insieme persone motivate e consapevoli delle proprie responsabilità. Padre Buffon ha indicato come lo sguardo francescano innova la regola benedettina, rendendola aderente al cambiamento, nel segno del mercantilismo. Il secondo millennio pone nuove sfide, le mutazioni sono continue e rapide, occorre cogliere le opportunità anche dove non si mostrano in maniera chiara. I dati statistici non contano più, sono serie che diventano obsolete quasi immediatamente. Le narrazioni hanno un carattere più dinamico perché affidano al valore della persona la capacità di risolvere i momenti di crisi, questo consente ad un testo come quello in esame, di essere più incisivo di tante ricette.
massimo folador

Massimo Folador ha spiegato come il racconto delle 24 imprese raccolte nel libro, sia nato da una serie di articoli proposti sul quotidiano Avvenire. Si tratta di imprese di medie o grandi dimensioni come Eurospin, GOEL, Gruppo Teddy, Gulliver, Loccioni, Manital, Nau, Ospedale di Locarno, Pedrollo ed altre, che stanno ottenendo risultati importanti in Italia e nel mondo. In queste storie emerge, innanzitutto, una predisposizione a guidare l’azienda gradualmente, a tratti quasi rallentando, con una long view e in controtendenza rispetto ai ritmi pressanti del cambiamento. Aziende che hanno deciso di mettere a bilancio il benessere del loro capitale umano e la loro capacità di agire socialmente sul territorio in cui operano. Racconti che vengono da tutta Italia.
Umberto Costamagna è uno dei testimoni, fondatore e presidente del Gruppo CALL & CALL, dirige 6 società di call center dislocate su tutto il territorio nazionale (Milano, La Spezia, Locri,Casarano, Roma, Pistoia), circa 2.600 risorse (di cui il 90 per cento assunti a tempo indeterminato) e 1.200 postazioni. La sua sfida è non delocalizzare, creare un ambiente favorevole ai suoi dipendenti. “Ma – avvisa – è un percorso in salita. Ancora il sistema gira secondo le regole liberiste, le gare si vincono sul massimo ribasso, i margini sono limitati, ma bisogna crederci perché il futuro è in una economia sostenibile”. Pierino Chirulli, leader con l’azienda Serveco, e all’interno del Gruppo FINSEA, racconta la sua impresa. “Occuparsi di servizi ambientali, oggi, in Puglia, vuol dire lavorare in un settore difficilissimo, dove ogni giorno bisogna dimostrare competenza e trasparenza. Pensiamo che la sfida sia riuscire a proporre soluzioni semplici e funzionali a problemi complessi nell’ambito della sostenibilità, sfide ormai improrogabili per tutti ma che rappresentano anche la realizzazione di un modello di azienda fondato sulla valorizzazione delle persone e sull’innovazione. Sono convinto che non si può consumare il mondo per guadagnare di più, l’attuale crisi non è di tipo economico, ma una crisi di risorse, sempre più scarse. Dai limiti attuali se ne esce solo con un modo diverso di fare impresa”.
Dopo un breve dibattito la conclusione dell’incontro è stata affidata al presidente del Centro di cultura Lazzati, Domenico Maria Amalfitano, che da anni si spende per lo sviluppo sul territorio di una economia sostenibile. «Nelle storie di questo libro emerge come nel lavoro quotidiano vi sia soprattutto il gusto di costruire un progetto che vada oltre il presente e di realizzare un’impresa che trascenda se stessa per porsi al servizio di un bene più grande. Storie di persone coraggiose che, con competenza e passione, sperimentano nuovi modi di intraprendere economicamente validi e socialmente sostenibili. Occorre non lasciarli soli, dando loro la giusta visibilità per addensare intorno una società civile che li comprenda e li sostenga”.

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