La Chiesa di Taranto festeggia i 70 anni dell’Arcivescovo mons. Filippo Santoro

 

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di MARIA SILVESTRINI
Nel volgere dei giorni, il compleanno è una breve pausa che aiuta a riflettere sul cammino compiuto e sui passi futuri. Quando gli anni sono 70 il cammino è lungo. Mons. Filippo Santoro lo ha percorso con un forte impegno ecclesiale che abbraccia due continenti e lo ha portato a svolgere attività di grande prestigio all’interno della Chiesa. L’ultimo in ordine di tempo la Presidenza della 48ma Settimana Sociale dei Cattolici che si è svolta a Cagliari nell’ottobre scorso. Non un evento, o un convegno, ma l’inizio di un processo, di un cambio di passo, perché – come ebbe a dire – “Sulla realtà del lavoro si gioca il futuro di una società ed anche la responsabilità dei cattolici nella costruzione del bene comune”.
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L’impegno nel sociale è uno dei tasselli che troviamo nella miscellanea di contributi che compongono il corposo testo “Mistero dell’Incarnazione e sfide attuali” il cui primo autore è proprio il nostro amato Arcivescovo.

 

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Un testo ‘pesante’ per l’alto valore teologico degli scritti il cui fondamento è issato nello stemma di mons. Santoro “Verbum caro factum”, il mistero del Verbo Incarnato che permane attraverso la Chiesa illuminando il cammino umano nelle sfide del presente, come si legge nell’introduzione di don Francesco Castelli. Don Francesco insieme a don Alessandro Greco (Vicario Generale), don Francesco Nigro e don Angelo Panzetta (preside della Facoltà Teologica Pugliese) hanno costituito il coordinamento scientifico dei docenti dell’ISSR San Giovanni Paolo II, a cui è stato demandata la compilazione dei diversi scritti.
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La prima parte del testo porta i contributi di Mons. Santoro a partire dalla svolta maturata all’interno del Concilio Vaticano II, la seconda è invece affidata ad otto docenti dell’ISSR: Alessandro Greco, Francesco Nigro, Luigi Romanazzi, Antonio Panico, Vincenzo Annicchiarico, Oronzo Marraffa, Cosimo Sergio e Marcello Acquaviva. La presentazione è avvenuta lunedì 9, nel salone dei Vescovi all’interno del Palazzo Episcopio, uno scenario particolarmente solenne per un evento gioioso ma anche di grande spessore. Il compito di spiegare il tema trattato è stato svolto dallo storico prof. Vittorio De Marco e dal teologo don Angelo Panzetta, che hanno tracciato il filo rosso che lega i diversi scritti. Il primo ha sottolineato quanto sia cambiata la prospettiva della Chiesa negli ultimi due secoli e come, nella lettura dell’ultimo Concilio Vaticano II fatta dal nostro presule, siano ben chiari i due tratti del suo episcopato costituito da pensiero ed azione. Il timbro latino americano, concreto, veloce, dinamico, si sposa con una riflessione matura che coglie la teologia di un episcopato più collegiale ed aperto come si evince dall’esperienza della Conferenza di Aparecida. Don Angelo Panzetta è entrato nel più complesso spessore teologico degli scritti che, pur spaziando su temi assai diversi dall’omiletica all’impegno sociale, coglie le sfide dei tempi nuovi.

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Mons. Filippo Santoro, nel ringraziare gli intervenuti, ha spiegato con linguaggio semplice, il messaggio sempre attuale del Verbo Incarnato: “La Chiesa interviene nel mondo a partire da un fondamento: Cristo Signore. Non si lancia nella mischia senza conoscere la forza del Mistero che l’accompagna. Questi scritti dicono di una ricerca rigorosa, di una identità forte, di un modo non avventato di affrontare la realtà. Noi dobbiamo giocarci la nostra partita nelle difficoltà presenti, sicuri, non delle nostre idee, ma della certezza del Mistero che ci raggiunge e fa i conti con il cuore di ciascuno di noi e con la vita quotidiana…. Lungo il cammino di questi giorni porto Taranto, una ricca e complessa realtà, che mi ha accolto in maniera straordinaria, che mi fa il dono di non lasciarmi mai tranquillo, e di rimettermi sempre in azione…“. Parole di speranza, parole di gioia. Grazie Eccellenza ed auguri di anni sempre attivi e pieni di forza per sostenerci in questi tempi difficili.

 

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