Scoglio ILVA per la definizione del Futuro Prossimo di Taranto

tavolo 2

di MARIA SILVESTRINI
Obiettivo: Giochi del Mediterraneo del 2025. Il sindaco Melucci mette sul tavolo del Piano strategico di Taranto un sogno ed una opportunità, per dare alla città un’immagine diversa di un cambiamento di prospettiva. Lo fa con un discorso chiaro ed articolato aprendo il convegno su “Taranto Futuro Prossimo” che, mercoledì 25, ha coinvolto rappresentanti delle Istituzioni, associazioni, imprenditori, intervenuti per ascoltare gli indirizzi regionali e le linee guida del Piano strategico che recepisce la Legge Regionale per Taranto. L’incontro, organizzato dall’ing. Raffaele Sannicandro, commissario straordinario di Asset (Agenzia Regionale strategica per lo sviluppo del territorio), si è rivelato ricco di spunti e di interventi, politici e tecnici, su cui ancora molto si deve lavorare per passare dalle parole ai fatti.
Melucci ha mostrato di avere ben chiari problemi e prospettive, a partire da un territorio ricco di potenzialità. “Si possono mettere in campo tante iniziative, ne abbiamo la forza. Ringrazio Asset che, con il suo profilo tecnico, ci ha aiutato a ripristinare un metodo corretto di pianificazione dal basso. In coerenza con questa strategia dobbiamo adesso porci degli obiettivi concreti, non abbiamo più tempo da perdere con i libri dei sogni e non possiamo nemmeno continuare a stirare all’infinito la partecipazione dei cittadini, che pure è un momento utile di confronto. Abbiamo bisogno di capire verso quale meta muovere gli investimenti sulla città, da qui a pochi anni, a partire dalla diversificazione produttiva. C’è uno scoglio importante che ogni giorno ci spostano di qualche metro più avanti: il destino della grande industria siderurgica, intorno a cui ruota ancora una quota troppo rilevante della nostra economia per fare spallucce. Occorre essere seri e definire in fretta questa vicenda, il cui destino è un macigno sulla nostra capacità di pianificare, destinare risorse ed energie”. Il Sindaco ha messo a fuoco le risorse della blue economy, le difficoltà di impostare una comunicazione equilibrata e positiva che favorisca il territorio, il tema della governance. “Chiuso il capitolo del dissesto, abbiamo le risorse per migliorare l’ambiente e sviluppare il lavoro, il mio obiettivo è da qui al 2025 cambiare l’immagine della nostra città e regalarle la candidatura alla XX edizione dei Giochi del Mediterraneo” come suggello di un cambio di passo che dia slancio alla nostra economia e alle nostre iniziative culturali.

 

melucci liviano e sannicandro

La genesi politica della Legge Regionale per Taranto è stata spiegata dal consigliere regionale Gianni Liviano che ne è stato il promotore. La Legge, approvata nel gennaio scorso, dà una cornice normativa alle esigenze di sostenibilità ambientale e di coesione economica e sociale del territorio di Taranto. Si tratta di una Legge speciale, che ha motivato la Regione sulla necessità di un percorso normativo e progettuale per affrontare in modo organico la situazione di crisi della città, partendo dalle sue carenze e problematiche. Con l’approvazione del disegno di legge la Giunta Regionale è stata delegata ad adottare, entro 60 giorni, il piano strategico denominato ‘Taranto Futuro Prossimo’, presentato in questa occasione.“La Regione Puglia oggi è qui per presentare una strategia che diversifichi il destino di questa città segnato da alcuni importanti impianti – ha detto il governatore Emiliano che ha partecipato all’incontro-. Questo Piano per Taranto è un piano che si costruisce dal basso, un tentativo di ricucitura di una comunità che è stata fortemente divisa sulle grandi questioni. Fabbrica si, fabbrica no. Oggi proviamo a dare altre prospettive. La Legge speciale, voglio ricordare, è esclusiva per Taranto, tutti i pugliesi sono consapevoli che la città ha bisogno di un trattamento speciale soprattutto di prospettiva. Faremo un profondo lavoro politico mettendo da parte le divisioni, per far tornare grande questa città”. Sull’ILVA, sulla reale prospettiva che l’iter di aggiudicazione ricominci da capo, con uno stallo di almeno tre anni ed una continua emorragia di risorse, la posizione di Emiliano non è cambiata. Il ramoscello d’ulivo intravisto nella sua partecipazione al convegno è tutto da dimostrare. Su “Taranto Futuro Prossimo” grava ancora pesantemente l’ombra lunga dell’acciaieria.

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