La casa di Giovanni Paisiello sarà un Museo

Foto Ruta

di SILVANA GIULIANO

Si sta svolgendo in questi giorni la XVI edizione del Giovanni Paisiello Festival. Nell’ambito di questa edizione si è tenuta nella Sala degli Specchi del Palazzo di Città una tavola rotonda, organizzata dall’Associazione Amici della Musica Arcangelo Speranza, per discutere sull’istituzione di un museo dedicato a Giovanni Paisiello. Il museo dovrebbe sorgere nella casa dove Paisiello visse fino a quando si trasferì a Napoli per apprendere l’arte della musica. Sono intervenuti il vicesindaco di Taranto Valentina Tilgher, Fabiano Marti e Massimiliano Motolese, rispettivamente assessore alla Cultura e assessore ai Lavori pubblici, Infrastrutture e Innovazione del Comune di Taranto,  Paolo Ruta, presidente Amici della Musica, l’architetto Augusto Ressa e Angelo Pasqual De Marzo.  Quest’ultimo ha illustrato il caso “L’esperienza di Casa Piccinni a Bari”.
Paolo Ruta ha tracciato la storia e le vicende di Casa Paisiello diventata una storia infinita, perché già nel 1931 Roberto Imperatrice aveva lanciato la proposta dalle colonne della Voce del Popolo, riprendendo un’idea già proposta alla fine dell’Ottocento da numerosi comitati sorti a Taranto e Napoli.
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La ristrutturazione dell’edificio, di proprietà comunale, avrebbe un costo di ottocentomila euro. È indispensabile, quindi, che gli istituti bancari e le industrie presenti sul territorio provvedano a finanziare il progetto almeno in parte. Il progetto è già stato elaborato  dagli architetti Vincenzo De Palma e Giorgio Carnevale e regalato al Comune, sembra però si siano perse le tracce.
“Il Museo potrebbe ospitare anche una sala di audizione della musica, come accade a Pesaro a Casa Rossini e a Vienna e Salisburgo a Casa Mozart dove si possono ascoltare le opere di questi musicisti”. L’architetto Augusto Ressa, attraverso le immagini, ha raccontato la vita e i successi musicali di Paisiello. L’artista, dopo un lungo soggiorno a Napoli, fu ospite di Caterina II di Russia e di Napoleone, per il quale compose la “Messa solenne” e il “Te Deum” per l’incoronazione a Imperatore dei Francesi. Anche mons. Capecelatro, arcivescovo di Taranto faceva eseguire le musiche di Paisiello nella sua dimora sul Mar Piccolo. Il Vicesindaco e gli Assessori hanno manifestato interesse al progetto e si sono impegnati a seguirne l’iter.
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Nel corso dell’incontro Paolo Ruta ha mostrato anche alcuni degli oggetti che nel corso degli ultimi anni ha raccolto in giro per il mondo e che sarebbero esposti nel Museo. Trattasi di francobolli, spartiti, incisioni, disegni, ritratti, cimeli, monete commemorative e numerose incisioni discografiche dedicate alla musica di Paisiello. A queste potrebbe aggiungersi magari il materiale custodito nella Biblioteca Acclavio e quello conservato nell’Istituto musicale Paisiello e nell’Archivio di Stato.

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