Giornate Europee del Patrimonio “Leggere l’Alto Medioevo in Terra d’Otranto” la relazione del dott. Marco Leo Imperiale

Petrone

di SILVANA GIULIANO
Le Giornate Europee del Patrimonio costituiscono il più partecipato degli eventi culturali in Europa, promosso nel 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea. In Italia vi aderiscono i luoghi della cultura statali e i musei locali, ma anche gallerie, fondazioni e associazioni private con visite guidate, iniziative speciali e aperture di spazi normalmente chiusi al pubblico.
Anche il MarTa ha organizzato per le Giornate Europee 2018, celebrate sabato 22 e domenica 23 settembre, una serie di iniziative sul tema “L’Arte di condividere”. Visite guidate, conferenze e laboratori sulle mappe di comunità, in collaborazione con le scuole di Taranto che hanno partecipato ai progetti di alternanza scuola lavoro, hanno animato le sale museali.
Nella Sala degli incontri, il dott. Marco Leo Imperiale, ricercatore presso l’Università del Salento, ha tenuto una relazione sul tema “Leggere l’Alto Medioevo in Terra d’Otranto”. . L’incontro è stato organizzato in collaborazione con l’Associazione degli Amici dei Musei di Taranto, presieduta da Annapaola Petrone Albanese, ideatrice dell’evento. Il relatore, con il supporto di numerose immagini, ha illustrato gli scavi effettuati nel Salento che hanno portato alla luce insediamenti bizantini risalenti al VI, VII e VIII sec. con un attenzione particolare ai siti di Supersano, Egnatia e Otranto. “

Capanne

Il VI sec. in particolare – ha sottolineato – è un periodo di straordinarie trasformazioni legate ai Bizantini che conquistano gran parte dell’Italia. In questo periodo viene incrementato il commercio sui mercati internazionali e cambiano anche i grandi centri di consumo a tal punto che Egnazia viene abbandonata mentre sorgono delle nuove città”.
Anche Taranto è stata oggetto della relazione del dott. Imperiale. “La città per 40 anni (840-880) fu occupata dai Saraceni, provenienti dall’Africa, attraverso la Sicilia, in seguito dal 967 fu totalmente ricostruita ad opera dell’imperatore bizantino Niceforo Foca. Solo con il dominio normanno, a partire dal 1063, ebbe inizio un’ importante attività di risistemazione urbanistica e una decisa apertura ai mercati del Regno. Il geografo Muhammad al-Idrisi, uno dei più importanti del medioevo, nel Libro del Re Ruggero” ricorda che la città è frequentata da mercanti e viaggiatori. Là si caricano le navi e là arrivano le carovane essendo fornita a dovizia di mercanzie e ricchezze”.
Imperiale ha poi illustato i ritrovamenti dell’ipogeo Delli Ponti, soffermandosi sui frammenti di anfore orientali, prodotte in località dell’Egeo fino alla parte più orientale del Mediterraneo. Queste anfore viaggiavano numerose così come i piatti che erano prodotti in Africa. Anche l’olio aveva una provenienza africana. Gli oggetti di ceramica si presentano semplici e senza le decorazioni che avevano caratterizzato quelli di produzione magno-greca e romana. La direttrice del museo, Eva Degl’Innocenti, ha anticipato che questa è stata la prima delle tre conferenze sul tema del medioevo, le prossime si terranno il 10 e il 31 ottobre.

Italia

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