Cinquanta anni di attività e proclamazione del giuramento di Ippocrate. Festa 2018 per i medici e gli odontoiatri di Taranto

CERIMONIA CONSEGNA MEDAGLIE E GIURAMENTO 2018
È un evento che ogni anno si rinnova con una ricchezza ed un messaggio sempre diversi, segno della vitalità e del dinamismo della professione medica. L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Taranto ha riunito, nel Salone di Rappresentanza della Provincia, alla presenza delle autorità, i propri iscritti, i loro familiari e la cittadinanza per celebrare due importanti momenti: la consegna delle Medaglie d’oro ai professionisti che nel 2018 festeggiano cinquant’anni di Laurea e la proclamazione del “Giuramento di Ippocrate” da parte dei colleghi neolaureati.
Seduti al tavolo della presidenza: i dottori Cosimo Nume (presidente Omceo Taranto) Salvatore Montorsi (vice presidente), Gaetano Grassi (segretario), Maria Letizia Marra (tesoriere) e Carmine Bruno (presidente della commissione Albo Odontoiatri) .
Il dottor Nume ha aperto la cerimonia dedicando un minuto di raccoglimento per onorare la memoria del dottor Del Barone, ex presidente della Fnomceo, recentemente venuto a mancare.
«Dal 1968 ad oggi» ha detto Nume rivolgendosi ai colleghi che quest’anno celebrano i cinquant’anni dalla laurea e ai giovani colleghi «si è passati dal bianco e nero al colore, il mondo è cambiato moltissimo, così come la professione medica. La scienza ha compiuto più passi in avanti in questi anni che in tutti i secoli precedenti, ma ciò che resta e deve restare immutato è l’incontro tra il medico ed il paziente. Un rapporto, questo, in cui c’era allora, ma anche oggi, colore e calore, perché è importante per tutti, in un momento di fragilità, avere qualcuno di cui fidarsi ed affidarsi». Il presidente ha poi ricordato che il passare degli anni ha rafforzato il ruolo dell’Ordine professionale chiamato a rispondere a sfide sempre nuove: «Il medico svolge la sua attività al servizio del paziente, del cittadino, e l’Ordine è il custode della deontologia, nell’interesse di tutti».
Il dottor Nume ha poi rivendicato il ruolo della scienza, oggi troppe volte messo in discussione: «Non c’è nulla di più democratico della scienza, perché essa ha una profonda radice umana, in quanto tutti hanno il diritto di godere di quel bene inestimabile che è la salute».
A ricevere la medaglia d’oro sono stati i medici Cosimo Convertino, Vincenzo D’Alconzo, Giorgio Grassi, Donato Maggi, Luigi Storlazzi e Paolo Strippoli, circondati dall’affetto di parenti, amici e colleghi.
Ancora più numerosi i neo laureati che hanno professato il giuramento: i medici Silvia Amati, Nicola Bozza, Giulia Chiarello, Maria Colacicco, Santino Ferrara, Claudia Notaristefano, Grazia Nucci, Maria Vittoria Paladino, Serena Panico, Mariangela Pasqualoni, Roberta Raffaella Perrucci, Federica Piccione, Francesco Polito, Virginia Pronzo, Celeste Raguseo, Monia Sammali, Vittoria Schiavarelli, Eliana Sferra, Edoardo Siciliano, Carmen Speciale, Giovanni Urgo e Simona Zaccaria; gli odontoiatri Eustacchio Luca Carucci, Alessandro Macripò, Silvia Miro, Angela Resta e Valerio Ettore Spinelli.
Quest’anno i lettori del Giuramento – che pur nella sua rispondenza al tempo presente, mantiene inalterato il cuore di principi e valori indicati da Ippocrate – sono stati tre: il medico senior Vincenzo D’Alconzo e le giovani colleghe Maria Colacicco (medico) e Angela Resta (odontoiatra).

La cerimonia è stata poi arricchita da un momento particolarmente significativo che ha visto l’attiva partecipazione dei familiari dei medici neolaureati, attraverso la mamma di una di loro. La professoressa Enza Tomaselli ha, infatti, preso la parola, non solo per ricordare tutte le tappe del cammino percorso dai genitori insieme ai figli, dal momento del test per l’ammissione alla facoltà di Medicina fino al conseguimento della laurea, ma soprattutto per indicare la strada che c’è ancora davanti. «Continuiamo a strare accanto ai nostri ragazzi» ha detto «auguriamo loro di realizzare i propri sogni dove desiderano, di conseguire specializzazioni in ogni parte del mondo, ma diciamo anche che sarebbe bello se decidessero di tornare o restare nella loro città, affinché i troppo numerosi viaggi della speranza abbiano fine».

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