Nelle librerie il “Dizionario dialettale tarantino” di Enzo Risolvo

dizionario

di SILVANA GIULIANO

Nella Sala degli Specchi di Palazzo di Città, Enzo Risolvo ha presentato il suo ultimo lavoro letterario: “il Dizionario dialettale tarantino”. All’incontro con l’autore, moderato dal giornalista Daniele Lo Cascio, ha partecipato, in rappresentanza del Sindaco, l’assessore ai Lavori Pubblici, Innovazione e Infrastrutture, Massimiliano Motolese. Oltre a personalità della politica dei decenni scorsi come Alfengo Carducci e Mario Guadagnolo, hanno presenziato anche Luigi Romandini, Antonio Melpignano, Adolfo Melucci, padre dell’attuale sindaco e l’editore Piero Massafra.
Lo Cascio nel presentare l’autore ha così commentato: “ad oggi Enzo Risolvo ha dedicato più quarant’anni al sociale e oltre trent’anni al recupero delle tradizioni e del lessico tarantino. Enzo, con un faticoso e certosino lavoro di ricerca, ha approfondito storie, etimologie, coniugazioni di verbi, modi di dire, usanze, preghiere e giochi di strada. Essendo poi Taranto una città di mare, nel testo sono riportati i nomi dei pesci e degli attrezzi per l’attività piscatoria, ma anche quelli degli Ammiragli, non mancano, infine, i nomi dei Sindaci e dei Vescovi della Diocesi”.
massafra

“L’assessore Motolese si è complimentato con l’autore per la ponderosa opera, come assessore – ha precisato – cerco di recuperare i beni materiali, per fortuna ci sono persone come Risolvo che recuperano quelli immateriali”.
L’autore ha ringraziato l’Amministrazione comunale per aver patrocinato l’evento; il Comune inoltre, considerata l’importanza dell’opera, regalerà alcuni libri a diverse scuole elementari e medie, così che gli studenti potranno studiare anche il dialetto tarantino. “Non è stato facile realizzare questo testo, ho impiegato 6 anni e mezzo – ha precisato l’autore – ora mi riprometto di andare nelle scuole per raccontare le molteplici sfumature del dialetto tarantino che non è una lingua morta, infatti nel vocabolario ho inserito numerosi neologismi (ILVA, lavatrice) e anche forestierismi (beveràgge e buatte entrambe dal francese bevrage e boite) ”.
Per esempio, alla voce lavatrice leggiamo: elettrodomestico che si usa per il lavaggio della biancheria. I primi esemplari meccanici risalgono al XIX secolo; i primi modelli italiani motorizzati furono utilizzati nel Regno delle due Sicilie a Napoli fin dal 1851 in uso presso il Real Albergo de’ Poveri. Non mancano, infine, i termini legati alla gastronomia, ma con regolare ricetta allegata. L’artista Enza Sibilla ha donato all’autore un ritratto da lei dipinto per l’occasione.
sibilla

Il vocabolario, edito da Scorpione, si aggiunge a quelli del sacerdote Domenico Ludovico De Vincentis (1872), di Gerhard Rohlfs (1954) e infine di Nicola Gigante degli anni ’80.
Il volume contiene ben 23000 vocaboli, molti dei quali commentati con divertenti aneddoti legati alla città, come Enzo Risolvo sa brillantemente fare e rispettando l’opinione che Benedetto Croce aveva del dialetto: “la lingua dialettale deve innanzitutto sottostare al folklore del paese, e a far diventare artistiche le idee spesse volte grossolane che nascono insieme al popolo”.

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