Il presidente Luciano Violante, ospite del Liceo Aristosseno

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di SILVANA GIULIANO

Il Liceo Aristosseno di Taranto ha organizzato un incontro con l’on. Luciano Violante che per l’occasione ha presentato il libro: “Giustizia e Mito” (Con Edipo, Antigone e Creonte per indagare i dilemmi del diritto continuamente riaffioranti nella nostra società). Il testo scritto in collaborazione con Marta Cartabia, vice presidente della Corte costituzionale, non è un’indagine sul mito e sulla tragedia, ma un attento esame su temi attuali relativi alla legge, alla morale e alla religione.
Così scrivono gli autori: Antigone, ovvero il conflitto tra coscienza individuale e ragion di stato, tra legge morale e legge positiva. Edipo, ovvero la tensione tra verità storica e oggettiva e verità soggettiva, tra domanda di giustizia e intransigenza nell’amministrarla, tra colpa, errore e responsabilità. Creonte, ovvero il contrasto tra la legge e la sua opposizione. Altrettanti dilemmi del diritto che riaffiorano continuamente nelle nostre società. Per quanto emancipata dal suo primitivo nucleo vendicativo, e oggi amministrata con molte garanzie, sancite soprattutto dalle costituzioni contemporanee, la giustizia, infatti, non risana mai del tutto i conti, né per le vittime né per i carnefici.
All’evento, presentato e moderato dal prof. Salvatore Marzo, d.s. dell’Aristosseno, è intervenuto il Magnifico Rettore Antonio Felice Uricchio. “Ho il piacere di riascoltare il presidente Violante – ha precisato il Magnifico Rettore – perché riesce a toccare temi diversi e a stimolare tante riflessioni; il rapporto fra diritto e legge e fra principio e norme sono alcuni degli elementi che accomunano i saggi che ha scritto”.

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“Luciano Violante – ha sottolineato il prof. Marzo – è stato per trent’anni deputato della Repubblica e per cinque presidente della Camera (1996-2001) pertanto è depositario di un sapere politico istituzionale, è una persona che ha maturato un’esperienza così densa di avvenimenti politici e che a pieno titolo rappresenta la storia dell’Italia contemporanea. Vorrei ricordare – ha aggiunto – un passaggio del discorso che il presidente Violante tenne il 9 maggio 1996, giorno del suo insediamento alla Presidenza della Camera e che ritengo di straordinaria efficacia: “A differenza di altri importanti paesi europei, non abbiamo ancora valori nazionali comunemente condivisi. Le due grandi vicende della storia nazionale, il Risorgimento e la Resistenza, hanno coinvolto solo una parte del paese e solo una parte delle forze politiche. Quelle che ne sono uscite sconfitte, ma anche settori di quelle vincitrici, tanto a metà dell’Ottocento, quanto, un secolo dopo, a metà del Novecento, hanno potuto, per ragioni diverse, frenare la portata innovativa e nazionale di quegli eventi. Oggi del Risorgimento prevale un’immagine oleografica e denudata dei valori profondi che lo ispirarono. La Resistenza e la lotta di liberazione corrono lo stesso rischio e, per di più, non appartengono ancora alla memoria collettiva dell’Italia repubblicana”.

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Le tragedie di Sofocle, “Edipo re” ed “Antigone”, sono state soltanto il punto di partenza per approfondire con gli studenti argomenti quali la Giustizia e il Processo. “Non bisogna confondere l’informazione con la conoscenza – ha precisato Violante – noi possiamo comunicare un metodo, diffido, ha aggiunto, di quelli che propongono una soluzione, perché la soluzione è un fiore secco, mentre il metodo da la possibilità di far crescere un fiore rigoglioso e che ciascuno fa crescere in base alle proprie conoscenze. Oggi assistiamo a scontri su varie problematiche, lo scontro fa fare passi avanti, è impossibile che l’avversario politico abbia sempre torto. Bisogna avere la pazienza di spiegare qual è la propria ragione rispetto alla ragione dell’altro. Questa è l’essenza della politica e della democrazia”.
L’on. Violante, sollecitato dalla stampa, ha espresso un parere anche sulle problematiche ambientali. “Taranto non può essere solo la città dell’ILVA, ha uno dei più grandi musei europei che va fortemente valorizzato. Il museo è un deposito meraviglioso, organizzato benissimo da un’ottima direttrice. Finché non si troveranno altri poli di attenzione e di sviluppo per la città la battaglia tra ambientalisti e industrialisti, sarà una battaglia senza fine. Il museo – ha aggiunto – non deve essere solo un deposito del passato, ma il luogo dove si costruisce il futuro. I visitatori devono andare al museo sapendo quello che c’è stato, ma il museo deve offrire anche prospettive future, ossia quale sarà la civiltà tecnologica di domani e cosa ci darà. Da pochi giorni presiedo la fondazione Leonardo che possiede quattro importanti musei. Stiamo infatti lavorando perché anche lì ci sia una prospettiva del futuro perché il ragazzo deve andare al museo per intuire quello che ci sarà, perché è in quel ci sarà che vivrà la sua vita”.

Il presidente Violante non ha tralasciato neppure le tragedie di Shakespeare come l’Amleto e l’Enrico VI. Il teatro dei grandi è profetico, perché rappresenta aspetti fondamentali, come il rapporto fra il bene e il male e indica cose che accadranno anche nel futuro. A tal punto ha citato un passo dell’Enrico VI, in cui il duca di York, volendo sollevare il popolo contro il re, ingaggia il lanaiolo Jack Cade. Questi promette riforme coraggiose: quando governerà lui in Inghilterra si venderanno per un soldo sette pagnotte da un soldo, che il boccale da tre decilitri conterrà un litro intero, e sarà reato bere birre piccole; che non ci sarà più bisogno del denaro, tutti mangeranno e berranno sul suo conto. Promette che non ci saranno più tasse, né vagabondi, o immigrati a dare fastidio e saranno uccisi tutti gli avvocati. Inoltre ci penserà lui a fare le leggi […].

“Bisogna distinguere – ha concluso – tra leggi morali e leggi sbagliate. La maggior parte delle leggi quando non sono condivise sono sbagliate ma non immorali. Invito sempre i miei interlocutori ad usare con molta prudenza la categoria della moralità e della immoralità, perché le parole si logorano con l’uso e quella della morale deve essere una parola non logorabile”.

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