Il tempo della cura: parte dal 118 l’invito ad una nuova humanitas

il tempo della cura

di MARIA SILVESTRINI
Nel superbo Salone di rappresentanza della Prefettura, venerdì 18, il dott. Mario Balzanelli, Presidente Nazionale della SIS 118, ha voluto un convegno che guardasse alla “cura” partendo dalla radice stessa dell’uomo, ovvero dalla sua umanità.

balzanelli

Intorno al tavolo illustri studiosi che ne hanno mostrato gli aspetti giuridici, teologici, filosofici e culturali, spostando il significato pratico di ‘cura della salute’ a quello più profondo e coinvolgente di attenzione a noi stessi, agli altri, al mondo che ci circonda.
donato cafagna

Il Prefetto di Taranto Donato Cafagna nel suo saluto ha delineato il tema spostando l’accento dal diritto alla salute alla vocazione alla cura, sottolineando l’impegno costituzionale ad una pari dignità di tutti all’accesso alle cure mediche. Il sipario sull’umanità che è dentro la ’cura’ che riserviamo a noi stessi ed al prossimo, è stato sollevato da S.E. Mons. Filippo Santoro.

mons. santoro

“Il tempo della cura è innanzitutto un grande richiamo a come occupiamo il tempo, – ha detto il nostro Arcivescovo – ci invita a curare bene quello che facciamo in ogni momento della vita e particolarmente a porre attenzione alle persone con cui stiamo lavorando. Non è solo prendersi cura dell’altro nell’emergenza, ma piuttosto nel tempo ordinario, è il come ci rapportiamo agli altri nel nostro quotidiano. Questa cura rivaluta il valore del tempo che passa, dà senso al presente che, se è vissuto bene, ci dà soddisfazione e ci apre al futuro. Il tempo non è un’entità minacciosa, noi lo abbiamo creato in funzione della nostra vita, noi possiamo valorizzarlo prendendoci cura con attenzione materna di chi ogni giorno ci viene incontro, con un sorriso. Dobbiamo tornare alla cura dell’ambiente che ci circonda, e della società in cui viviamo”.
Cos’è stata l’Humanitas al tempo dei Greci e dei Romani? Il prof. Paolo De Stefano ha spiegato come il termine “humanitas”, che in età classica significava anzitutto volontà di comprendere le ragioni dell’altro, di sentire la sua pena come pena di tutti, sia entrato nella coscienza della civiltà occidentale anche attraverso il forte impulso del cristianesimo. L’uomo non è più un nemico, un avversario da ingannare con mille ingegnose astuzie, ma un altro uomo da comprendere e aiutare. Oggi questa esigenza è interpretata dalle Nazioni Unite.

buonomo

Vincenzo Buonomo, Manifico Rettore dell’Università Lateranense in Roma, ha cercato di spiegare come le regole internazionali provino ad interpretare ciò che il corpo sociale chiede. Ma gli stili di vita negli ultimi dieci anni hanno cambiato in maniera sostanziale il modo stesso di guardare al tempo che scorre e alla vita, quasi diventando entrambi strumentali rispetto ad esigenze dettate dall’esterno. Corriamo inseguendo il tempo, senza prenderci davvero cura di nulla. Anche nel campo della salute la presenza o meno di risorse sembra prevalere sulla stessa significanza della vita umana. Ecco che il ‘prendersi cura’ vuol dire tornare alle radici del valore della vita umana, significa guardare alla salute come un diritto collettivo e non solo individuale, pensarlo davvero come un diritto di tutti. Le periferie, gli scarti, che Papa Francesco ha riportato al centro dell’attenzione, deviano dal principio di uguaglianza più volte enunciato. Proprio la ‘Laudato sì’ può considerarsi un testo chiave per comprendere l’universalità del significato di ‘cura’ a partire dall’ambiente che ci circonda.
Gli interventi di mons. Pasquale Morelli sulla vocazione alla cura e del dott. Mario Balzanelli sull’urgenza della cura hanno riportato l’incontro all’interno di quel vasto mondo del volontariato che è tanta parte dell’assistenza sociale.

Vocazione come risposta ad una chiamata verso l’uomo sofferente, da buon samaritano. Urgenza come risposta a chi si sente di colpo nella fragilità assoluta e cerca risposte attente e competenti, cerca calore umano. Grazie al 118, che, con la sua rete di Associazioni di volontariato, svolge una funzione fondamentale nell’organizzazione della cura alla salute nel nostro quotidiano.

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