Lo sviluppo sostenibile, dal rapporto Brundtland all’Agenda 2030

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Di GABRIELLA RESSA
Nel 1987 la Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo produsse un documento, il rapporto Bruntland, nel quale per la prima volta si parlava di sviluppo sostenibile, un tipo di sviluppo economico compatibile con la salvaguardia dell’ambiente e con il benessere delle persone.
Di sviluppo sostenibile oggi si parla molto, soprattutto nella nostra città, le cui vicissitudini degli ultimi sei anni hanno elevato la sensibilità della popolazione verso i temi ambientali. Il nuovo tipo di sviluppo verso cui si stanno indirizzando tutte le Governance, richiama la generazione odierna alla responsabilità nei confronti di quella futura, per quanto attiene al mantenimento delle risorse del pianeta e dell’equilibrio ambientale dello stesso. Alla storia dello sviluppo sostenibile, partendo dal famoso rapporto Bruntland per arrivare all’Agenda 2030 con i 17 obiettivi articolati in 169 target da raggiungere entro quella data, l’ASviS- Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, il Centro di cultura Lazzati, la Camera di commercio e l’Ordine dei giornalisti di Puglia hanno realizzato un corso di formazione destinato ai giornalisti, articolato in tre giornate.

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Il corso è stato aperto dal presidente del Centro Lazzati on Domenico Maria Amalfitano. Poi ha relazionato il dott. Donato Speroni, responsabile della redazione ASviS che ha parlato dell’Agenda 2030 e delle misure del benessere. L’attuale modello di sviluppo è insostenibile sia sul piano ambientale che su quello economico e sociale. E’ necessario cercare soluzioni sia in termini di consumo che di politiche e su questo tema c’è molto da fare. “L’ASviS nasce dall’impegno a far rispettare in Italia quanto sottoscritto dall’Agenda 2030 e cerca, con un pool di esperti, di trovare soluzioni condivise da proporre alla politica. In Italia non c’è solo un grande squilibrio tra nord e sud, ma sono molti gli aspetti che andrebbero corretti. La prima priorità probabilmente è mettere in scurezza il nostro territorio potenziando gli investimenti pubblici in questa direzione”.
Claudia Sanesi, Segretario generale della Camera di commercio, ha parlato dell’importanza che il giornalista ha nel comunicare i principi della Governance o della Business community alla popolazione. “Siamo entusiasti del fatto che l’Ordine abbia pensato di realizzare un corso di formazione su tematiche che per noi sono dei “frame work”. Sul territorio, insieme al Centro Lazzati e al Politecnico stiamo facendo un lavoro certosino che può essere adottato come base per il cambio di paradigma nella creazione di impresa e nel comportamento della pubblica amministrazione; l’obiettivo è quello di verificare l’efficacia e l’efficienza dei percorsi di programmazione rispetto alla valutabilità degli indici di benessere, da parte del territorio, sugli impegni che l’amministrazione pubblica conduce. Il paradigma espresso dal benessere equo e sostenibile può dunque essere di stimolo all’impresa e può variarne il percorso semantico, per trasformarla da estrattore di valore a creatore di valore. Pensando al caso Taranto potrebbe essere molto interessante poterci muovere sugli indicatore BES per far sì che ci sia un nuovo modello di sviluppo”.
Per cambiare il paradigma dello sviluppo occorre partire dal basso ed entrare in profondità, passando dalla enunciazione dei principi alla concretezza degli atteggiamenti. In questo senso il Centro di cultura ‘Lazzati’ di Taranto, in collaborazione strettissima con la Camera di Commercio, ha svolto negli anni un lavoro prezioso di formazione attraverso le “Summer School” per ragazzi e per docenti e con la costituzione di un coordinamento per lo Sviluppo Sostenibile che conta oltre quaranta aderenti, sulla scia di quanto definito a livello nazionale dall’ASviS. Un’economia dunque che deve riuscire a coinvolgere la società “tutta” verso un cambiamento del modello di sviluppo.
Il nuovo cammino prevede una visione integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo, che comprende le attività economiche, l’atteggiamento delle imprese, la capacità di accoglienza. La strada maestra segue gli indicatori del BES (indici di Benessere equo e sostenibile). Al BES si sono rapportati anche gli altri relatori, Barbara Scozzi del Politecnico di Bari e Francesca Sanesi, responsabile area economico promozionale della Camera, che ha informato il pubblico sulle banche dati ISTAT per il BES e la diffusione social della Camera di commercio.
L’ultima ora del corso è stata destinata all’incontro dei giornalisti con il presidente dell’Ordine regionale Piero Ricci, che ha raccontato l’oggi della professione, evidenziandone gli aspetti positivi e negativi, fornendo spunti interessanti di riflessione sulle nuove sfide a cui tutta la categoria va incontro. Il corso di formazione prevede altri due incontri: il 16 febbraio si parlerà di ambiente e clima, il 16 marzo di povertà.

Foto di Maurizio Ingenito

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