Il caso Taranto nel rapporto BES dell’ISTAT

presentazione BES2018

di MARIA SILVESTRINI

Giunto alla sesta edizione, il Rapporto Bes offre un quadro integrato dei principali fenomeni economici, sociali e ambientali che caratterizzano il nostro Paese, attraverso l’analisi di un ampio set di indicatori suddivisi in 12 domini. Il progetto, nato per misurare il benessere equo e sostenibile, valuta il progresso di una società non soltanto dal punto di vista economico, ma anche sociale e ambientale.
Se ne è parlato il 29 gennaio, nella Sala Resta della Cittadella delle Imprese di Taranto, nel corso di un Convegno organizzato da Camera di commercio di Taranto, Centro di cultura per lo Sviluppo “G. Lazzati” e Politecnico di Bari che, sin dal 2014, sollecitano il territorio ad appropriarsi di questo argomento per trasferirlo a imprese, società civile e Pubblica Amministrazione.
L’argomento è stato trattato dai massimi esponenti dell’ISTAT alla presenza del Prefetto di Taranto, Donato Cafagna, e del Sindaco, Rinaldo Melucci. Dopo una breve introduzione del padrone di casa, il Presidente di Camera di Commercio Luigi Sportelli, che ha portato i suoi saluti agli illustri ospiti, è stato proprio il nostro Sindaco a sottolineare quanto il BES sia strumento innovativo per lo studio e l’analisi delle dinamiche territoriali a supporto della programmazione delle politiche locali. “La moderna economia – ha detto – si fonda sulla raccolta di big data che servono a qualificare il lavoro e le strategie delle imprese, Taranto ha un grande bisogno di affinare le proprie conoscenze per dare impulso a nuove opportunità di business”.
tavolo buono

Il lavoro di ricerca e di studio sull’Agenda 2030, che il Politecnico di Bari sta sviluppando, sia nel corso di Economia Gestionale, sia con attività di supporto nei corsi di Alta Formazione al BES, è stato presentato dal prof. Pontrandolfo che ha sollecitato la Pubblica Amministrazione ad uno sforzo maggiore di autoformazione sull’argomento per essere all’altezza delle sfide del nuovo millennio. Il Prefetto, nella sua introduzione, ha ricordato come il tema della scarsità di risorse sia tema antico, mai adeguatamente affrontato in vista di un orientamento per lo sviluppo. L’Agenda 2030 con i suoi 17 goals è un fondamentale disegno di progettazione sostenibile che diventa attuabile solo attraverso strumenti adeguati, capaci di leggere il territorio in termini diversi dall’incremento di valore, cioè del PIL. L’analisi dettagliata degli indicatori, pubblicata annualmente nel rapporto Bes a partire dal 2013, mira a rendere il Paese maggiormente consapevole dei propri punti di forza e delle difficoltà da superare per migliorare la qualità della vita dei cittadini, ponendo tale concetto alla base delle politiche pubbliche e delle scelte individuali. Dal 2016 il Bes è entrato a far parte del processo di programmazione economica ed è inserito, come allegato, nel Documento di economia e finanza valutando l’impatto delle politiche proposte.
Maria Pia Sorvillo

I lavori sono iniziati con una prima sessione, dedicata alla presentazione del Rapporto BES 2018 tenuta da Maria Pia Sorvillo, Dipartimento produzione statistica ISTAT, e, in collegamento skype, da Angela Maria Di Grandi, Dirigente Ufficio territoriale Marche, Abruzzo, Puglia ISTAT. Gli indicatori del Bes, in tutto 130, sono articolati in 12 domini: Salute; Istruzione e formazione; Lavoro e conciliazione dei tempi di vita; Benessere economico; Relazioni sociali; Politica e istituzioni; Sicurezza; Benessere soggettivo; Paesaggio e patrimonio culturale; Ambiente; Innovazione, ricerca e creatività; Qualità dei servizi. Ad essi fanno riferimento le analisi territoriali che forniscono una rappresentazione sintetica degli andamenti degli indici compositi calcolati per ogni dominio. L’obiettivo è presentare, di volta in volta, letture integrate sui domini del benessere.
Nella seconda sessione il focus ha messo al centro il “caso Taranto”, con gli interventi di Stefania Taralli, Ufficio territoriale Marche, Abruzzo, Puglia ISTAT e, in collegamento Skype, Tiziano Treu, Presidente CNEL. Il dibattito sulla misurazione del benessere ha riscosso una crescente attenzione anche da parte delle istituzioni locali che, in collaborazione con l’Istat, hanno avviato progetti basati sul paradigma del Bes, anche esplorando le potenzialità ancora inespresse dei giacimenti informativi di carattere amministrativo comunali e provinciali. La sfida sta nel riuscire a fare di questi progetti degli strumenti cardine del funzionamento delle istituzioni territoriali, in quanto quadro di riferimento concettuale unitario e sistematico al fine di rafforzare il dialogo tra amministratori e cittadini e di promuovere una rendicontazione periodica sullo stato della città e delle province da parte degli amministratori.

Cosa dice l’ultimo Rapporto BES? Che migliora il benessere in Italia, ma non la fiducia nelle relazioni sociali, nella politica e nelle istituzioni pubbliche dove c’è tanta insoddisfazione. Quasi il 40% degli indicatori mostrano una variazione positiva rispetto all’anno precedente, invece risultano inferiori ma significative le percentuali di quelli che peggiorano o rimangono sostanzialmente stabili. In cima alla classifica dei miglioramenti si trovano Innovazione, ricerca e creatività (86% di indicatori con variazione positiva), Benessere economico (80%) e Lavoro e conciliazione dei tempi di vita (67%). La voce Relazioni sociali, con oltre un terzo degli indicatori in peggioramento, è quello che mostra le maggiori criticità nel breve periodo.
Taranto non vive male il confronto con le province limitrofe, su molti elementi le sopravanza in maniera significativa, ma certamente molto, anzi moltissimo resta da fare. Conclusioni che il Presidente del Centro di Cultura Domenico M. Amalfitano, ha fatto proprie sottolineando che a Taranto da tempo si lavora sui temi della sostenibilità, cercando di cogliere attraverso il Bes una visione più complessa, creando intorno a questo tema un dibattito costante ed approfondendolo con la ricerca nella società e nelle scuole.

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