Il MarTa celebra Salvatore Quasimodo con la conversazione di Pierfranco Bruni

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Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, nell’ambito dei mercoledì al MarTa, ha commemorato Salvatore Quasimodo con una conversazione “Salvatore Quasimodo e la Magna Grecia”, celebrando i lirici greci e latini, a cura di Pierfranco Bruni, vice presidente nazionale sindacato libero scrittori italiani. Il MarTa ha voluto ricordare il poeta a poco più di 50 anni dalla morte, avvenuta nel 1968, e a 60 anni dal conferimento del premio Nobel. Ha introdotto la direttrice Eva Degl’Innocenti mentre Marianna Montagnòlo ha letto alcune passi delle liriche. All’evento, svoltosi nella Sala Incontri del MarTa, ha partecipato il prefetto di Taranto S.E. Donato Giovanni Cafagna. Partendo dalle traduzioni dei Lirici greci di Quasimodo, Pierfranco Bruni ha ripercorso la carriera poetica dell’artista analizzando alcune opere fra cui “Ed è subito sera”, “Alle fronde dei salici”, e “Lettera alla madre”. “Quasimodo non fu solo un poeta, un traduttore, ma anche un grande viaggiatore, venne spesso a Taranto. In una lettera alla moglie Maria Cumani così scrisse: sono stato a Taranto per l’ennesima volta e ho visitato il museo, qui tutto mi sembra una maschera perché queste maschere che sono bellissime, mi rimandano ad una cultura che non è soltanto mediterranea, ma è una cultura che pone insieme le forme greche con quelle arabe è come se mi rimandasse a quella tomba di Ilaria del Carretto sulla quale mi sono soffermato e ho cercato anche di capire pregando”.
Nel corso della serata, Bruni ha comunicato l’uscita del nuovo libro dal titolo “L’ombra di Platone – Salvatore Quasimodo, una geografia mitica” (edito da Il Coscile) che sarà presentato nel caffè Jamaica, a Milano il 16 febbraio p.v. In quel caffè si riunivano artisti come Lucio Fontana, Giuseppe Ungaretti e lo stesso Quasimodo. A completare la conversazione di Pierfranco Bruni, la proiezione del video su Quasimodo, realizzato dalla scrittrice e critica letteraria Stefania Romito.
Nel suo intervento il Prefetto di Taranto ha avuto parole di elogio per la manifestazione. “Ho scoperto oggi questa vicinanza di Quasimodo, attraverso Leonida, alla città di Taranto. Secondo me è una città che si presta per la sua luce, per la vicinanza al Mediterraneo a quella forza illuminante che caratterizza la poesia di Quasimodo”.

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Quasimodo si accostò al mondo greco, spinto da una passione interiore. Era nato infatti in Sicilia, inoltre discendeva per parte materna da profughi greci di Patrasso. Le traduzioni dei Lirici greci sono considerate il suo miglior libro di poesia e una tappa importante nella storia della poesia italiana. Poco prima della sua scomparsa venne a Taranto per celebrare Leonida in un Salone di Rappresentanza della Provincia gremitissimo, un legame con la città che ancora continua. Oltre alla traduzione dei lirici greci, fu il Sud uno dei temi fondamentali della sua poesia, un sud da cui si era semplicemente allontanato per motivi di lavoro, ma che non aveva mai dimenticato. Lo leggiamo in “Vento a Tindari”, i cui versi lasciano trasparire la tristezza per l’esilio, in “Terra” in cui ricorda la sua amata isola e in “Lamento per il Sud” una lirica intrisa di dolcezza, d’amore per il Sud e di pietas poetica.
“Con questa conversazione su Quasimodo – ha concluso la direttrice del MarTa – abbiamo messo in luce il suo grande legame con la Magna Grecia e la città di Taranto, I mercoledì al MarTa coinvolgono il pubblico e sono un momento importante con la comunità. Quest’oggi gli spunti di riflessione sono stati così numerosi a testimonianza che il pubblico è particolarmente interessato agli incontri del Mercoledì”.

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