Al Circolo fotografico “Il Castello” la mostra fotografica “Angeli Custodes Mundi”

Foto di Francesca Famà

Se si potesse cambiare il mondo, undici fotografe farebbero “a modo loro”, come Lucio Dalla quando cantava “Se io fossi un angelo”. Hanno, infatti, scelto di raccontare sogni, visioni e utopie con gli scatti della mostra “Angeli. Custodes Mundi” ispirati a una delle canzoni più belle del cantautore bolognese. Sono le artiste del collettivo DonneSenzaVolto, che sabato 9 marzo (ore 19) inaugurano l’esposizione dei loro lavori al Circolo fotografico “Il Castello” di Taranto (via Plinio 85), dove la mostra rimarrà aperta al pubblico il 10, 16 e 17 marzo (ore 10-12.30/17-20, ingresso libero).

Madrina del vernissage di sabato 9 marzo, al termine del quale è previsto un dj set, sarà Isabella Tholozan, torinese di nascita e genovese d’adozione, fotografa e lettrice della Fiaf (Federazione italiana associazioni fotografiche), nonché componente del collettivo Femmine Difformi impegnato a creare eventi performativi sul tema degli stereotipi femminili, attesa anche domenica 10 marzo (ore 10) per un incontro dedicato ai fotoamatori sul tema della fotografia al femminile.

Foto di Adele Moschettini

La mostra “Angeli. Custodes Mundi”, la dodicesima del collettivo DonneSenzaVolto, raccoglie i lavori delle fotografe tarantine (alcune residenti da anni lontano dal capoluogo ionico) Enza Cartellino, Silvia Cristofaro, Valeria Dimaggio, Francesca Famà, Debora Masciavè, Federica Moscatelli, Adele Moschettini, Federica Petruzzi, Miriam Putignano, Eleonora Ressa e Tiziana Ruggiero, le quali sono partite dalle suggestioni del testo della canzone di Dalla, musicata da Roberto Costa, per costruire una narrazione tutta al femminile sulla voglia e il bisogno delle donne di sovvertire le regole ed essere più incisive sulle sorti del mondo, con la propria sensibilità e interiorità. Insomma, mettere le ali e diventare «custodi del mondo».

Pensandosi angeli come il popolare cantautore, che s’immaginava «alto, biondo, invisibile», e sognava di girare il mondo come uno «zingaro libero», per volare dall’Afghanistan al Sudafrica e manifestare il suo disprezzo per «traffici», «dollari», «fabbriche di missili» e quei «mascalzoni» dei potenti, le fotografe di DonneSenzaVolto hanno deciso di raccontare con reflex e Polaroid, smartphone e mirrorless, quale mondo dovremmo tutti auspicarci. E sia pure con uno sguardo al femminile, hanno pensato la mostra senza alcun taglio di genere.

 

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