LOTTO MARZO 2019, 60 volti di donne testimoni

LOTTO MARZO cartellone 1

di GABRIELLA RESSA

Da lunedì 4 marzo saranno affissi in città dei cartelloni di 6 metri per 3 che riportano il volto di 60 donne. Che lottano infinitamente, ogni giorno, per realizzare se stesse e per conciliare i mille impegni che il ritmo frenetico della vita ed il mondo sempre più difficile impongono. Che rappresentano tutto il mondo al femminile. Sono le donne del progetto LOTTO MARZO 2019, nato dall’idea della fotografa Rosa Colacoci e realizzato dall’associazione “Stella Maris” con il patrocinio della Commissione Pari Opportunità della Regione Puglia e del Comune di Taranto.

LOTTO marzo tavolo
In bianco e nero o a colori, nessun nome, solo con la propria faccia, queste donne saranno sui cartelloni e su due totem per 15 giorni. Il progetto è stato presentato a Palazzo di Città da Nicola Melucci, presidente dell’associazione di promozione sociale Stella Maris, Patrizia Del Giudice, presidente C.P.O. Regione Puglia, Giovanna Cavallo, componente C.P.O., Simona Scarpati, assessore al welfare del Comune di Taranto e Rosa Colacoci, fotografa.
Un modo diverso per sottolineare l’impegno della donna per i diritti civili e le conquiste nel mondo del lavoro. Che va oltre i dibattiti che arrivano, puntuali, ogni 8 marzo, e che vengono sistematicamente riposti nel cassetto. Diverso perché “Inizia l’8 marzo 2019 e si concluderà l’8 marzo 2020 – ha sottolineato Giovanna Cavallo – e sarà caratterizzato dall’impegnare in attività varie le donne protagoniste nei cartelloni”.

Rosa Colacoci LOTTO MARZO
“E’ una giornata dedicata alle donne – afferma Rosa Colacoci – e ad essa ho voluto dare un valore aggiunto attraverso le donne del nostro territorio, in tutti gli ambiti. Ho scelto di raccontarle attraverso i loro volti, le loro espressioni, le loro mani che spesso incorniciano il viso, in quell’atteggiamento tipico femminile del pensare e soppesare, attraverso la loro straordinaria forza comunicativa. Volevo raccontare le donne che incontriamo tutti i giorni, che fanno la spesa, lavorano, si affaticano come tutte. Ognuna di loro mi ha dato la possibilità di crescere attraverso le loro esperienze e i loro racconti di vita. Sono molto contenta di averle fotografate”. Attraverso i suoi scatti la Colacoci racconta le emozioni, le sofferenze, le solitudini umane, ma anche forza interiore e amore per la vita. Attraverso il magnifico strumento della fotografia incontra donne che hanno voglia di andare oltre, di superare barriere, di incontrare nuove empatie da condividere e, perché no, da raccontare.
Orgoglio, una delle parole chiave emerse nel corso della presentazione del progetto, è stata ripetuta più volte. Orgoglio di ciò che si è, ed il riferimento non è solo all’ambito lavorativo o sociale, ma raccoglie tutta la dimensione femminile; orgoglio di ciò che si fa, nonostante la stanchezza, perché “le donne , ha sottolineato Patrizia Del Giudice, devono fare tutto. Essere brave al lavoro, fare la spesa, badare alla casa, gestire i rapporti familiari e le relazioni amicali. Oggi siamo qui con questa idea che rappresenta un modo di stare insieme concreto ed affettivo, ricco di sensibilità e di amore. Abbiamo bisogno di far sentire la nostra vicinanza nel sociale. Attraverso azioni comuni, come quelle che vedo fare, ad esempio, da Giovanna Cavallo”.
Il progetto LOTTO MARZO 2019 vuole poter promuovere un messaggio diverso, (“Noi contribuiamo alla crescita della società, noi ci siamo “IN PRIMO PIANO”) nell’intento di far comprendere il reale valore e apporto di donne per la crescita sociale, culturale ed economica del nostro territorio. Per il quale in realtà c’è ancora moltissimo da fare, e la Del Giudice, energica e disponibile, accenna con entusiasmo alle tante questioni da migliorare. “Quando sono arrivata alla presidenza della CPO mi sono resa conto che c’era da rimboccarsi le maniche. Ho accettato la sfida. Contratti inadeguati, donne sfruttate, una rete da creare, perché a volte le nemiche delle donne sono le donne stesse”. E poi la legge elettorale, che ha bisogno di essere riformata, “ C’è ancora da fare in merito al rispetto per la donna, per i genitori, per la famiglia, per il futuro. Dobbiamo guardare agli esempi dei Paesi del Nord ; in questo senso mi piace parlare di civiltà, perché siamo esseri umani. Noi donne diamo la vita e potremmo fare molto di più se fossimo adeguatamente accompagnate”.
“Come assessorato al welfare –afferma Simona Scarpati – abbiamo sostenuto questa iniziativa dell’associazione Stella Maris, con la quale a breve collaboreremo per quanto concerne l’attività dello Sportello Donna. Stiamo investendo contro la violenza di genere, abbiamo aperto lo sportello antiviolenza dedicato alla memoria di Federica ed Andrea (barbaramente uccisi dal marito e padre) e , recentemente, il CAV, per contrastare i fenomeni di violenza. Stiamo lavorando anche per portare questi messaggi all’interno delle scuole, perché è importante intervenire nell’ambito della prevenzione”.
In platea molte donne, alcune molto note, altre meno, tutte con un comune denominatore, la consapevolezza del proprio ruolo all’interno della società, pronte a contribuire per render il mondo “migliore”.

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