La Concattedrale di Taranto nella mostra “Tutto Ponti” a Parigi

Gio ponti 2 foto

di SILVANA GIULIANO

Il MAD (Musée des Arts Décoratifs) di Parigi dedica a Gio Ponti (1891-1979) la mostra-tributo “Tutto Ponti”, che racconta sei decenni di produzione di Ponti e che sarà visitabile fino al 5 maggio prossimo. Olivier Gabet, direttore del museo e curatore della retrospettiva sull’arte del grande architetto milanese, ha scelto proprio una riproduzione in scala della facciata della Concattedrale di Taranto, Gran Madre di Dio, per aprire l’ingresso alla mostra. La mostra è stata illustrata e commentata a Taranto nell’ambito dei “Mercoledì del MarTa” dal prof.  Raffaele Casciaro (Dipartimento di Beni Culturali, Unisalento) che ha tenuto, nella Sala Incontri del Museo, una conferenza dal titolo “La celebrazione della Concattedrale di Taranto alla mostra di Giò Ponti a Parigi. Il riscatto di un’opera incompresa”. All’incontro hanno partecipato la direttrice del Museo Eva Degl’Innocenti, l’assessore Fabiano Marti, Vittoria Tomassetti neo presidente dell’Associazione Amici dei Musei e Annapaola Petrone Albanese presidente onoraria.
Parigi

Attraverso oltre 500 opere, la mostra offre al visitatore  un viaggio nel mondo di Ponti, passando dalla ceramica all’architettura, dal design industriale ai mobili.  In esposizione anche le copertine della rivista Domus, di cui Ponti fu direttore, e le lettere disegnate con cui era solito comunicare. Si possono anche attraversare alcuni living realizzati dal maestro, come l’Hotel Parco Principi a Sorrento, Villa Planchart a Caracas, Villa Nemazee a Teheran, il grattacielo Pirelli, torre Breda, palazzo e torre Rasini, l’edificio “Montedoria”, l’edificio in via Dezza oggi sede “Gio Ponti Archives”, questi ultimi tutti a Milano.

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Ponti progettò anche edifici religiosi, come il Monastero delle carmelitane scalze del 1958 in località Bonmoschetto a Sanremo, la chiesa di san Luca evangelista di Milano, la chiesa di san Fopponino a Milano e, infine, la concattedrale di Taranto Gran Madre di Dio.
“La concattedrale – ha spiegato Casciaro – è attualmente celebrata non solo a Parigi dove costituisce l’icona della mostra, ma in generale da un movimento che sta riscoprendo e rivalutando la figura di Giò Ponti. La mostra di Parigi ha riproposto la figura complessa e sfaccettata di un grande architetto designer che rappresenta lo stile italiano ed europeo-mediterraneo e tutto questo nella concattedrale c’è”.
Motolese

L’idea di edificare una nuova cattedrale risale infatti alla fine degli anni ’60 e l’arcivescovo di Taranto mons. Guglielmo Motolese affidò a Giò Ponti il compito di realizzarla. Il progetto dell’architetto prevedeva che la chiesa fosse immersa nel verde e circondata da costruzioni dello stesso stile. La Concattedrale Gran Madre di Dio, fu inaugurata il 6 dicembre 1970. Purtroppo ancora oggi resta un’opera incompresa ai tarantini.
La Concattedrale ha una duplice facciata, la prima rappresenta una vela che si riflette nell’acqua delle tre vasche collocate nel piazzale antistante, e cioè il mare, a testimonianza dello stretto legame della città con il mare, la seconda, sostituisce la cupola, ed è costituita da un doppio muro traforato.
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Il presidente dell’Ordine degli architetti, Massimo Prontera, nel suo intervento ha così commentato: Parigi ha consacrato di fatto la Concattedrale in quanto la vela campeggia all’inizio della mostra a dimostrazione di come Giò Ponti sia stato considerato unanimemente un maestro dell’arte e dell’architettura in generale. Come tutte le opere di architettura hanno avuto sempre una certa difficoltà ad essere non soltanto comprese, ma anche accettate dalla popolazione. Per l’architettura contemporanea questo è ancora più vero, in questi anni, inoltre, non si è fatto molto per diffonderne il linguaggio e soprattutto per raccontare che la Concattedrale ne è il simbolo.
L’assessore Fabiano Marti ha dichiarato che la Concattedrale è per Taranto una risorsa importante e che trova una sua visibilità nella mostra di Parigi. Nei giorni scorsi il Sindaco si è incontrato con l’Arcivescovo per riqualificare le vasche e la parte retrostante. Finalmente la Concattedrale ritornerà all’antico splendore.

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