Al MarTa la Giornata nazionale del paesaggio con “Quando il vino e l’olio erano doni degli dei”

CopertinaFermani- Ianne

di SILVANA GIULIANO
“Il 14 marzo viene celebrata in tutta Italia la Giornata nazionale del Paesaggio, istituita dal MIBACT con lo scopo di promuovere la cultura del paesaggio e sensibilizzare i cittadini sui temi e i valori della salvaguardia dei territori. Anche il MarTa, in collaborazione con l’Associazione Italiana di Cultura Classica – delegazione di Taranto, ha proposto e organizzato un evento, svoltosi nella Sala degli incontri del museo, in cui è stato presentato il volume “Quando il vino e l’olio erano doni degli dei. La filosofia della natura nel mondo antico”. Il testo è a cura del prof. Mino Ianne (Università degli Studi di Bari) e della prof.ssa Arianna Fermani (Università di Macerata).
La prof.ssa Francesca Poretti ha portato i saluti dell’AICC delegazione di Taranto Adolfo Mele. L’incontro è stato introdotto e moderato dalla direttrice del MarTa dott.ssa Eva Degl’Innocenti, mentre il prof. Mario Capasso, presidente nazionale dell’Associazione Italiana di Cultura Classica, ha presentato e commentato il volume.

Ianne

Protagonisti dell’evento sono stati il vino, l’olio, la natura e il paesaggio, argomenti trattati dai filosofi greci, in particolare dai presocratici, da Platone e Aristotele. Sono state commentate le numerose testimonianze letterarie relative al simbolismo dell’ulivo, una pianta dal grande valore simbolico in ambito tanto agricolo e botanico quanto religioso e poetico.
“Il paesaggio pugliese – ha commentato Capasso – era sicuramente un bellissimo paesaggio cantato dai poeti di ogni tempo. Oggi purtroppo in vaste aree, al posto degli ulivi secolari, ci sono solo degli spettri miserabili a causa della Xylella. Lo studio di Arianna Fermani – ha aggiunto – intitolato Tra ambiguità e misura: “l’etica del bere” in alcuni snodi della riflessione di Platone e Aristotele, vuole essere un valido contributo alla definizione del rapporto tra vino e filosofia, un binomio che la studiosa definisce fecondo e che affonda le sue radici nella cultura greca delle origini. I due filosofi delinearono la nozione di misura del bere, che non è sinonimo né di inibizione né di condanna. Su questo aspetto le posizioni di Platone e Aristotele sono estremamente vicine”.
Secondo la prof.ssa Fermani entrambi erano convinti sia delle proprietà benefiche della bevanda sia della necessità di evitare l’ubriachezza. Il vino costituisce la bevanda ambigua per eccellenza; esso è un dono del dio Dioniso, una bevanda propria dell’uomo, simbolo della civiltà di un popolo, portentosa medicina dell’anima e del corpo, ma al tempo stesso un potente e pericoloso veleno: oscillazione tra salute e malattia, tra bene e male, che era alla base del pensiero dionisiaco.

Il prof. Ianne si è occupato dello studio dell’olio e dell’ambiente nel mondo antico e nel pensiero filosofico greco. “I Greci sono i creatori del concetto di ambiente naturale e di natura, l’idea di natura che noi possediamo è stata per la prima volta stabilizzata da Aristotele, tutto ciò che riguarda le nozioni che noi abbiamo del paesaggio naturale e dell’ambiente ci provengono dal pensiero greco. Addirittura i concetti di difesa del paesaggio, di protezione dell’ambiente naturale, di acqua potabile, di conservazione degli ulivi secolari, sono tutte idee, nozioni e antecedenti storici del mondo greco. I Romani hanno ereditato molto del costume e del pensiero greco e grazie a loro è stato trasmesso a noi tutto questo patrimonio culturale, morale ed etico che proviene dalla grecità”.
Nel testo Ianne ha preso in esame una serie di testimonianze storiche e letterarie sull’ulivo nel mondo greco, un simbolo di pace, di saggezza e di umiltà. Si è occupato anche di paesaggio e di acqua, citando più volte Platone che giustificava la difesa del patrimonio idrico con il fatto che l’acqua si inquina facilmente, al contrario della terra e dell’aria. L’acqua, inoltre, non solo non può essere facilmente alterata con l’uso di sostanze velenose, ma può essere anche deviata o rubata. Perciò per prevenire e reprimere questi reati a danno delle risorse idriche, si rende necessario il soccorso alle leggi. E’ questa un’autentica lezione del passato che vale anche, e soprattutto, per i giorni nostri.

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