Il Precetto Pasquale 2019 nello stabilimento ArcelorMittal

In cammino costruendo insieme il futuro

Precetto pasquale ArcelorMittal 2019

di GABRIELLA RESSA
I caschi sul tavolo, accanto al calice e all’ampolla, trasmettono il significato del Precetto Pasquale all’interno dello stabilimento ArcelorMittal. Cristo è in fabbrica e tutto il personale si prepara ad accoglierlo.
La S. Messa nell’acciaieria ex Ilva, celebrata dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro, rientra in una tradizione lunga quasi 40 anni. Il tema del lavoro è molto caro alla dottrina sociale della Chiesa che, dalla Rerum Novarum di papa Leone XIII della fine del 1800 all’Evangelii Gaudium di papa Francesco, ha sempre portato la fede nelle fabbriche, ha sempre unito al tema del lavoro quello della dignità della persona.
Ai lati del grande capannone che raccoglie i mezzi dei Vigili del Fuoco i sacerdoti confessano. Siamo prossimi alla Pasqua e Cristo Risorto ci chiama. L’ambiente è stracolmo, ci sono i commissari ex-Ilva, le autorità civili e militari. Tutti ascoltano l’omelia sul vangelo della samaritana, che permette a mons. Santoro di parlare del nostro territorio. Cosa non facile, sottolinea mons. Santoro – che prima di arrivare ha ricevuto la telefonata del ministro dell’ambiente Sergio Costa – perché nello stabilimento si raccolgono le problematiche del territorio. Ma le parole di mons. Santoro sono forti e chiare: “Dobbiamo sempre ricercare la verità, il progresso ha valore se messo al servizio del rispetto del creato, della qualità del lavoro, della dignità dei lavoratori”. L’arcivescovo fa riferimento alla ecologia integrale della Laudato sì ma anche a molti concetti di economia civile. “Siamo di fronte a una nuova rivoluzione industriale, frutto della tecnologia che sarà tale solo se illuminata dalla coscienza, che rende superato il modello che vedeva il profitto prima di tutto e che ci dà gli strumenti per ripensare quel sistema i cui danni abbiamo pagato e paghiamo amaramente. Taranto ha pagato quello che papa Francesco chiama “debito ecologico, ha prodotto acciaio per tutto il Pese ed ora piangiamo per i nostri morti adulti e bambini”.
La qualità di una società dipende da quanto la vita, la salute, la dignità gli ultimi, i deboli, vengono salvaguardati e tenuti concretamente in considerazione. Per ricostruire il tessuto sociale dobbiamo ricostruire i rapporti, creare una società fondata sulla fiducia. Il compito è arduo, sottolinea mons. Santoro, ma non ci sono altre strade, pena il perpetrarsi di dinamiche sociali che nuocciono non solo alla città, ma pure a chi fa impresa.

Precetto ArcelorMittal 2019 3
Il Precetto Pasquale del 2019 è il primo della nuova gestione ArcelorMittal, in carica da pochi mesi. “L’anno trascorso è stato accompagnato da tensioni e preoccupazioni, e lì dove il destino degli operai del siderurgico sembra essersi incanalato nell’alveo della salvaguardia del posto di lavoro e, mentre la copertura dei parchi minerali procede a ritmi più celeri del previsto come segno di una serietà di impegno professionale, restano ancora vive tra la popolazione le preoccupazioni in merito all’impatto ambientale. I timori sono legittimi e sono accentuati dalla ricorrente danza dei dati relativi alle emissioni. Per questo mi permetto di sollecitare i dovuti monitoraggi in corso da mettere in relazione con quelli degli anni precedenti, con i limiti previsti dalla normativa e con quelli ritenuti accettabili dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, in modo da poter discernere tra le legittime preoccupazioni e gli allarmismi. Ancora, mi associo al presidente della Regione Puglia e al sindaco di Taranto, nel chiedere che venga quanto prima disposta la Valutazione preventiva dell’impatto ambientale e sanitario: non possiamo più permettere che, a distanza di anni e senza la possibilità di mettervi riparo, si ripropongano le carenze del passato. Il Governo in carica può farlo. Occorre intraprendere un corso nuovo che ponga di fatto nella scala di valori la salvaguardia ambientale e la sicurezza del lavoro prima e al di sopra del profitto”.
Mons Santoro propone, nell’ottica di un rapporto nuovo tra il siderurgico e la città, screening per le malattie polmonari gratuiti per i quartieri vicini allo stabilimento, operazione già iniziata, sotto forma di volontariato, tra la Parrocchia Gesù Divin Lavoratore dei Tamburi e la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Ancora, forte è il richiamo all’attuazione del programma delle bonifiche, per far sì che non una tonnellata in più di acciaio sia prodotta a scapito dei limiti delle emissioni, alla salvaguardia della qualità del lavoro e dei lavoratori; “lo chiede la città ma, innanzi tutto, la nostra coscienza di cristiani e di cittadini”.
A conclusione della Messa l’amministratore delegato di ArcelorMittal Matthieu Jehl ha ringraziato tutti per la presenza all’appuntamento che “è una tradizione importante della storia di questo stabilimento, che siamo orgogliosi di portare avanti. “In cammino, costruendo insieme il futuro” non è soltanto il titolo di questo precetto pasquale, ma è anche la perfetta sintesi del messaggio che mi piacerebbe portassimo a casa. Sono passati poco più di 5 mesi da quando è nata ArcelorMittal Italia e abbiamo iniziato a lavorare tutti insieme. Non è molto tempo, ma molte sono le cose che abbiamo iniziato a fare. Siamo impegnati su tanti fronti, a partire da salute e sicurezza, ambiente, che sono le nostre priorità assolute. Con onestà e trasparenza che sono gli ingredienti più importanti per costruire un futuro diverso. Moltissime sono le cose che ancora dobbiamo fare, perché come tutti sappiamo il cammino è lungo. Noi qui ce la stiamo mettendo tutta, ma per raggiungere questi obiettivi abbiamo bisogno del contributo di tutti, dentro e fuori la fabbrica. E proprio il fatto che siamo qui oggi dimostra che insieme possiamo fare squadra e collaborare, come ha detto l’Arcivescovo, per costruire un futuro migliore per Taranto”.

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Il vangelo della samaritana rimanda alla richiesta di acqua che zampilla per la vita eterna. La samaritana se ne accorge. Noi dobbiamo avere sete di pienezza, di qualcosa che disseti per la vita eterna. Dobbiamo educare i figli ad una vita degna – dice mons. Santoro – non siamo qui per un rito formale ma per il risvegliarsi della fede. L’acqua che disseta per la vita eterna è la nostra fedeltà, l’obbedienza al Signore, la vita di comunità, la famiglia, il lavoro e l’amore per i più poveri. Il capannone si è trasformato in cenacolo. Il triduo si è avviato. Ora attendiamo la Pasqua.

 

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