La Vergine del monte Carmelo è tornata, restaurata, nella sua Casa

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di SILVANA GIULIANO

Da alcuni giorni la statua della Beata Vergine del monte Carmelo, dopo un’assenza di tre mesi, dovuta ad urgenti lavori di restauro, è ritornata nella sua chiesa, ed è esposta sull’altare. Sabato 27 aprile, dopo la Santa Messa presieduta da mons. Marco Gerardo, Padre Spirituale della Arciconfraternita del Carmine, il M. Valerio Jaccarino ha relazionato sul lavoro svolto.  I Confratelli hanno reso omaggio alla Vergine, così come i fedeli che numerosissimi hanno affollato la Chiesa. Il restauro del simulacro è stato eseguito dallo studio “Jaccarino – Zingaro” di Andria che ha provveduto ad un accurato riempimento delle crepe e a rimuovere gli strati di colore, aggiunti nel corso dei secoli, riportandolo così all’antico splendore.

madonna

“Il volto – ha spiegato il M° Valerio – aveva subito nel tempo, numerosi rimaneggiamenti e per ripulirlo è stato necessario utilizzare il bisturi, perché i solventi non producevano nessun effetto, perfino gli occhi non avevano più alcuna espressione”. Per il M° vedendo e studiando le caratteristiche stilistiche del simulacro, realizzato a manichino processionale, la statua si fa risalire alla seconda metà del Settecento e sicuramente realizzata nelle botteghe scultoree napoletane. 

“Questo restauro – ha precisato mons, Marco Gerardo – si inserisce in un programma più ampio, prima della titolare sono state restaurate due statue della Processione dei Misteri, cioè il “Cristo all’orto” e il “Crocifisso” che presentavano danni dovuti al passare degli anni. Prendersi cura del patrimonio artistico culturale, consegnatoci da chi ci ha preceduto, è un dovere che abbiamo come comunità cristiana, perché queste statue sono al tempo stesso espressione di fede e di devozione, ma anche espressione d’arte. Tutte fanno parte di quel patrimonio culturale e umano che la Chiesa si è sempre impegnata a custodire e a tramandare. La Vergine – ha concluso don Marco – indossa l’abito più antico, un abito molto semplice che ci ricollega chiaramente alla tradizione dell’abito carmelitano e che ci lega a quella ricca tradizione di fede e di santità da cui la Confraternita nasce che è l’ordine del Monte Carmelo”.

Antonello Papalia, priore dell’Arciconfraternita, emozionatissimo, ha così concluso: questa sera abbiamo riaccolto la nostra mamma, tornata più bella che mai e riportata all’antico splendore dai maestri restauratori. Per qualche giorno rimarrà solennemente esposta sull’altare poi sarà ricollocata nella sua nicchia dove dall’alto guarderà e cullerà sotto il suo manto tutti i nostri desideri e le nostre speranze.

altare

 

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