#unomaggiotaranto, riflettori puntati sulla questione lavoro/salute. Al concerto presenti oltre 25000 persone

foto a cura di Aurelio Castellaneta, interviste raccolte da Massimiliano Fina e AGI e servizio a cura di Maria D’Urso

L’ #unomaggiotarantoliberoepensante non si smentisce mai e anche quest’anno ha dimostrato di essere all’altezza del suo obiettivo. “Taranto Libera” è l’urlo di protesta, che da sempre, punta l’attenzione su ambiente salute e lavoro attraverso il concerto che ha visto, nell’edizione 2019, oltre venticinquemila presenze provenienti da ogni parte del
meridione. Ad esibirsi sono stati artisti del calibro di Max Gazzè e Elio, Malika
Ayane, Solfrizzi e Stornaiolo nei panni degli Oesais, Vinicio Capossela e
ancora i maestri della scena rap come i Cor Veleno e Colle der fomento,
altri come Andrea Laszlo, De Simone, Viito, The Winstons, Dimartino,
Epo, Tre Allegri Ragazzi Morti, Istituto Italiano di Cumbia, Sick Tamburo,
Bobo Rondelli, Maria Antonietta, Ainé, Misspia e Brigata Unomaggio,
Bugo ed infine i nostri Terraross e Mama Marjas.

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“Sì, anche un evento di musica può lanciare un messaggio importante su
una questione ambientale molto seria come quella di Taranto”ha
dichiarato Malika Ayane, prima di esibirsi – Ci tengo tanto a dirlo, non è
solo la musica, ho conosciuto una quantità di persone che sta lavorando
gratuitamente ma facendo cose diverse dal proprio lavoro solo per
rendere questa cosa possibile, per migliorare il mondo in cui ci troviamo,
quindi evviva”. Nel corso della sua perfomance la cantante si è ampiamente espressa sulla questione ambientale, riferendosi ai dati sconcertanti che ha letto.
“Sinceramente non essendo una persona sufficientemente preparata per
poter trovare una ricetta per la soluzione, penso che già il fatto che io che
non sono tarantina riesco ad essere coinvolta – è già un successo”.Ma
non è stata solo la cantante milanese ad esprimere tutta la sua vicinanza
per la lotta di Taranto.

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Per Max Gazzè, uno degli artisti più attesi della serata, la scelta di
partecipare all’1 Maggio tarantino è stata significativa, data l’importanza della problematica dibattuta. “La musica può fare, può creare quello che sta succedendo qua, può creare aggregazione, la gente si diverte, vive questo momento. Non si dimentichi che a Taranto il problema c’é ancora e va risolto in un modo o in un altro – ha dichiarato sul palco –  “Abbiamo parlato col comitato, con gli operai, che ci hanno raccontato tante cose che non sapevamo, la questione è complessa, ma ci vuole che qualcuno si metta lì e risolva il problema passo dopo passo una volta per tutte. Non puoi promettere di
risolvere e poi la cosa la lasci così com’é. Perché crea sofferenza, disagio,
e non può andare avanti. Siamo qui anche per dire questa cosa”.

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Ormai di casa il noto cantante Elio, che ha sottolineato l’importanza dell’aiuto che i cantanti, attraverso la musica, possono offrire “ nel focalizzare l’attenzione su questa città, ormai sembra che sia tutto risolto a Taranto e sappiamo che non è vero.”Ha aggiunto che “Taranto è città
sempre bellissima, affascinante, interessante, e il clima che trovo qui è di
grande entusiasmo. Torno con piacere ogni volta che mi invitate”.

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Fra i le esibizioni e i vari interventi che si sono susseguiti sul palco, di notevole importanza sono stati Daniela Spera, Simona Fersini, Cataldo Ranieri, Alessandro Orsetti, i referenti italiani del movimento ambientalista tedesco Ende Gelande, le donne dell’associazione Mamme Lucane. Invece, in collegamento Skype, hanno parlato Ilaria Cucchi, i ragazzi di Sop Biocidio a Napoli, i “Bagnoli liberà”, il sindaco di Riace Mimmo
Lucano sindaco di Riace. “E’ importantissimo per noi portare sul palco dell’uno maggio questa vittoria di Taranto – ha dichiarato Daniela Spera, responsabile del
Comitato Legamjonici di Taranto e dal 2010 consulente di parte nell’inchiesta “Ambiente svenduto” sull’Ilva – cioè il riconoscimento da parte del governo italiano che c’è stata una violazione. A Taranto e in tutta l’Italia c’era un negazionismo fortissimo che ci faceva sentire soli. Il popolo che lotta ha ragione ed è stato riconosciuto da un’autorità
sovranazionale, nonostante la giustizia italiana sia molto più lenta di
quella internazionale ed europea. Con la sentenza l’Italia viene accusata di non esporsi per tutelare la salute dei cittadini, ma ora c’è un comitato dei ministri composto da oltre 42 giudici europei, che vigila sull’attuazione della sentenza. Ricordiamo l’articolo 8 parla di diritto alla salute alla vita familiare e privata e l’articolo 13, che ci riguarda in particolare, tratta della carenza e del vuoto legislativo che c’è in Italia,
sul ricorso effettivo.”

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Alessandro Orsetti, padre di Lorenzo, il 33enne fiorentino ucciso in
combattimento dall’Isis lo scorso 18 marzo mentre militava come
volontario a fianco delle milizie curde in Siria , ha ricordato il figlio, il cui
corpo si trova ancora a Rojava. Dario, il riferente di Bagnoli, ha portato sul palco il messaggio per la “ libertà di scelta, che i ragazzi devono poter realizzare da soli, scegliendo autonomamente per il proprio futuro”, Andrea il referente italiano del
movimento ambientalista tedesco Ende Gelande, ha focalizzato l’attenzione sulla questione climatica e ambientale, mondiale. “Bisogna creare quella rete necessaria per salvaguardare un mondo differente. In tutto il globo esistono persone che mettono in gioco la propria vita per il bene comune. La crisi ambientale che stiamo attraversando è allarmante e i dati scientifici ci danno 11 anni di tempo per cambiare le sorti del
mondo. Basta temporeggiare, bisogna agire e cambiare il destino del
pianeta.” Sin dall’inizio e fino alla fine, i conduttori Valentina Petrini, Valentina
Correani ed Andrea Rivera hanno lanciato l’appello ai cittadini a partecipare alla manifestazione che si terrà il 4 maggio a Taranto, per la tutela dell’ambiente e della salute e contro l’inquinamento.

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