Cittadella in festa per il Cataldus d’argento a suor Maria Delia

premio a suor Delia - foto Leva

di MARIA SILVESTRINI
Un applauso scrosciante e prolungato, quasi un’ovazione, ha accolto l’annuncio dell’assegnazione del Cataldus d’argento a suor Maria Delia, giovedì 9 maggio in Cattedrale. In tanti hanno voluto partecipare alla gioia della piccola suora, volontari e operatori sanitari che con lei vivono la quotidianità di Cittadella della Carità, sacerdoti e suore che l’hanno avuta come compagna di viaggio nella fede, amici venuti da lontano per partecipare alla sua gioia. Una festa grande e sentita per un riconoscimento che il nostro Arcivescovo mons. Filippo Santoro ha delineato così. “In ogni angolo della Cittadella, fra i malati, o gli specialisti, o gli infermieri, suor Delia è una presenza attiva e silenziosa che dura da tanto tempo, una colonna portante della Fondazione. Le difficoltà, le tempeste, le delusioni, trovano in lei un riferimento; quando voglio sentire il polso della Cittadella ascolto suor Delia, quando ha bisogno di dirmi qualcosa mi fa arrivare un messaggio. E’ proprio la sua presenza evangelica così qualificata, vicina alle persone, vicina alla sofferenza , vicina alle fragilità, che mette in evidenza la mission della Cittadella della Carità. Lei rappresenta l’attualizzazione del cuore di mons. Motolese, che volle dare con la Cittadella un servizio di qualità ai tarantini nel campo medico e sociale. Con la sua testimonianza vogliamo certo premiare lei ma anche tutti gli sforzi che si stanno facendo per portare avanti la vita della Cittadella e stiamo veramente lavorando per un cammino vivo, ricco, attento ai bisogni dei tarantini.”
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Suor Maria Delia dal 2 febbraio 1964, fa parte della grande famiglia delle Suore Missionarie del Sacro Costato che a Taranto, da più di mezzo secolo, operano con umiltà ed operosità, in Cittadella come in Città Vecchia e nelle parrocchie. Giunta a Taranto da Agrigento come docente nelle scuole elementari Maria Delia Pardo ha svolto fra le realtà giovanili della città la prima fase della sua missione. Chiamata nel 1988 dall’arcivescovo Guglielmo Motolese, con due consorelle, ad aprire la sua ultima opera di carità, la “Cittadella”, fu da quel momento la sua vigile, fedele e carissima segretaria. Fissò nel suo cuore il testamento spirituale di don Guglielmo che voleva incarnarsi in un’opera attenta ai bisogni deli ultimi. Suor Maria Delia è sempre rimasta nella sua stanza del primo piano all’ascolto e al conforto di chiunque volesse confidargli pene e preoccupazioni. Inflessibile nel ricordare cosa la Cittadella dovrebbe rappresentare, quale il destino per cui fu fondata. Il Comitato nella motivazione ha ricordato “la passione e l’amore con cui ha speso la sua vita per gli altri, scegliendo di porre al centro della propria esistenza l’esperienza del dono”.
ringraziamento - foto Leva

Il Cataldus d’argento è un premio che la Curia Metropolitana, con il sostegno della Camera di Commercio, conferisce dal 1996 ad alcune personalità del territorio jonico che si sono distinte in ambito culturale, sociale ed imprenditoriale. Quest’anno per l’attività professionale svolta con dedizione e attenzione all’uomo, il premio è andato all’oncologo Salvatore Pisconti. Per l’attività didattica e scientifica, sempre accompagnata da un forte impegno sociale, la statuetta d’argento è stata consegnata a Carmen Galluzzo Motolese. Annamaria Bruni, amministratrice dell’azienda vinicola “Le Vetrere” che conta una lunga tradizione familiare, ha vinto il premio per l’imprenditoria. Anche la Camera di Commercio di Taranto, partner del premio, ha ricevuto l’ambito riconoscimento per l’attenzione posta alle categorie imprenditoriali del territorio ed alla sua linea di promozione di una economia più attenta alla cura dell’ambiente ed alla centralità della persona.
Il Cataldus d’argento è stato presentato dal padrone di casa mons. Emanuele Ferro, ed è stato allietato dal coro giovanile di Puglia e Basilicata “L.A.Chorus” diretto da Luigi Leo. La conclusione della serata è stata affidata all’attore Giovanni Scifoni con il suo monologo “Anche i santi hanno i brufoli”.

pubblico

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