Il viceministro Fioramonti, a Taranto, presenta il Tecnopolo

tavolo tecnopolo

MARIA SILVESTRINI

“Portare a Taranto la rivoluzione della sostenibilità” questo l’obiettivo del Governo che attraverso il Tecnopolo Mediterraneo dello Sviluppo Sostenibile guarda al Sud per segnare un cambio di passo sui temi dell’energia e dell’innovazione tecnologica. La presenza del viceministro Lorenzo Fioramonti nell’aula magna del Politecnico di Taranto è stata il suggello di un’alleanza fra il mondo della ricerca e delle eccellenze accademiche ed il mondo dell’imprenditoria.

Il seminario è stato gestito con un taglio scientifico-divulgativo capace di illustrare i progetti di economia circolare, sviluppo sostenibile, ricerca ed innovazione che già esistono sul territorio ed esplorarne il potenziale di progresso nell’ottica di un lavoro sinergico.
Fioramonti, non è solo il viceministro del MIUR ma anche un uomo di scienza di altissimo livello i cui punti di interesse nella ricerca spaziano dai paradigmi economici alternativi alla governance dei beni comuni, dall’innovazione della politica globale a nuove forme di regionalismo sovrannazionali. Ascoltarlo è servito a comprendere cosa vuole essere e cosa non è il Tecnopolo. Un centro di ricerca e di applicazione della stessa a livello nazionale e di prestigio sovranazionale che crei sintesi fra le molteplici unità presenti sul territorio, a partire dalle Università e dal CNR, fino ai meno noti centri di ricerca. Una sorta di collettore in cui le migliori idee vengono analizzate e finalizzate alle possibilità di divenire concretamente utilizzate da start up ed imprese.

Fioramonti e Di Sciascio

Nell’ottica dell’Agenda 2030 il progetto Tecnopolo parte dall’idea di un nuovo modello di sviluppo, un cambio di paradigma in cui l’interconnessione è elemento di dialogo e di comune crescita scientifica ed umana. Cuore pulsante della nuova area, riconvertita da un precedente utilizzo, sarà lo studio e l’utilizzo di tecnologie pulite, di fonti energetiche rinnovabili, di nuovi materiali, e dell’economia circolare. “Il Tecnopolo – nelle intenzioni del Governo, ha riferito il viceministro – sarà collocato a Taranto perché proprio in questa città vogliamo portare un messaggio di innovazione e supportare in questo modo il suo percorso di riconversione economica. Taranto diventa infatti un grande luogo di rivoluzione tecnologica attraverso la sostenibilità, come è stato fatto a Genova e a Milano. Il Tecnopolo Mediterraneo per la Sostenibilità si occuperà , fra l’altro, di sostenibilità dal punto di vista dell’inquinamento -sia atmosferico che marino- di bioeconomia, biomasse”.
sviluppo sostenibile

L’economia circolare, in cui tutto è connesso, nulla è da considerarsi scarto, piuttosto lo scarto diventa elemento primario di innovazione, è stato spiegata in due brevi allocuzioni dalla dott.sa Eleonora Rizzuto dell’AISEC e dall’on.le Domenico Maria Amalfitano dell’ASviS. “La terza rivoluzione industriale – ha detto la Rizzuto – passa dalla circolarità fra scelte economiche, sociali ed ambientali, che devono interloquire fra loro avendo come fine il benessere delle persone”.

La nuova economia per essere diversa ha bisogno di cambiare i presupposti educando, in primis i ricercatori, alla complessità. “La stessa Agenda 2030 – ha detto Amalfitano – prevede 17 goal che per avere un effetto concreto sul sistema, devono essere raggiunti tutti insieme. Dobbiamo tornare alla cultura dell’intero, e il Tecnopolo sarà un progetto vincente solo se riuscirà ad essere catalizzatore dell’insieme, recuperando complementarietà ed ulteriorità delle scelte”.
I professori Giovanni Fanelli, responsabile del CNE-IRSA Talassografico di Taranto, Barbara Scozzi del Politecnico, Angela Di Benedetto del Cluster Tecnologico Regionale sulla Sostenibilità, Lorenzo Ferrara e Bruno Notarnicola del Polo universitario jonico Magna Grecia, hanno esposto le potenzialità dei centri di ricerca pugliesi. Il prof. Francesco Basile dell’Università di Bologna, nel tirare le conclusioni, ha spiegato che il Tecnopolo deve essere un luogo attrattivo per partnership internazionali, deve funzionare come un HUB, selezionando pochi progetti di alta sostenibilità, fortemente focalizzati, che costituiscano la massa critica per un’accelerazione di progetti ulteriori e di sviluppo di start up.

prof. Basile

Il Governo, stanzierà in concreto 3 milioni di euro per ogni anno, come parte integrante del piano di sostegno volto a traghettare il capoluogo ionico verso la sua evoluzione in un punto di riferimento europeo nel campo dell’innovazione tecnologica di stampo green.
I tempi? “Lo Statuto è pronto – ha detto Fioramonti. I soldi ci sono. Dobbiamo creare la Fondazione che farà riferimento al MIUR per quanto riguarda i partenariati con gli Enti di ricerca ed al MISE per il coordinamento con quelle aziende italiane che abbiano fatto una scelta di business, coerente e manifesta, su progetti di economia sostenibile”. Parola di viceministro.

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