All’ assemblea dei lavoratori portuali ex Tct ha partecipato anche il sen. Mario Turco

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Assemblea dei lavoratori portuali ex Tct: la nota del Sen. Mario Turco
Mercoledì  sera nella sede della Cgil di Taranto, ho partecipato all’assemblea dei lavoratori portuali ex Tct (Taranto container terminal), sul tema della proroga dell’Agenzia Portuale di Somministrazione del lavoro. Sulla vicenda sono stato informato solo a fine gennaio 2019. Nel corso della discussione ho illustrato l’Ordine del Giorno (OdG) che ho presentato in Senato nell’ambito del DL “Sblocca Cantieri”, nel quale ho chiesto lo spostamento del sostegno al reddito per i circa 500 portuali anche per l’anno 2020, considerando che le somme a budget per il 2017 non risultano utilizzate. Ciò sia per il ritardo di approvazione della norma di riferimento, avvenuta il 29 dicembre 2016, sia perché lo stanziamento previsto per l’anno 2017 non poteva essere impiegato in quanto i lavoratori di Taranto erano già sotto tutela di altri ammortizzatori sociali.

Nella discussione ho annunciato anche la possibilità di migliorare l’OdG presentato, ampliando il periodo di utilizzazione anche oltre l’anno 2020 per quei lavoratori che nel frattempo non troveranno impiego, utilizzando i residui attivi dello stanziamento previsto dalla norma. Dopo questo primo provvedimento che sarà discusso nella settimana prossima (27 maggio), in cui si acquisirà l’impegno formale del Governo, sarà mio impegno presentare e sostenere un conseguente emendamento a modifica del DL 243/2016. È il caso, inoltre, di chiarire che presso le Commissioni competenti VIII e XIII nessun emendamento o sub emendamento sulla questione risulta depositato da altra forza politica. Sarà mio impegno e del Governo risolvere questa criticità territoriale che si trascina oramai dal lontano 2012, quando ha avuto inizio la Cassa integrazione e la messa in liquidazione della società TCT, a causa dell’abbandono di Evergreen. Certamente la costituzione della Taranto Port Workes Agency Srl, avvenuta nel settembre 2017, ha temporaneamente risolto il problema del sostegno al reddito, ma non certamente quello occupazionale.

Al di là di questo, occorre adesso lavorare per risolvere i problemi che hanno causato questa incresciosa vicenda, soprattutto in relazione all’arrivo della compagnia turca Ylport. Diventa indispensabile, oltre alla diversificazione dei traffici portuali, rendere efficienti le infrastrutture necessarie per rendere convenienti sul piano economico l’arrivo delle navi e lo sbarco delle merci. Da questo punto di vista importante è altresì la rivisitazione delle prassi dogonali, uniformandole agli altri porti italiani, così come la formazione delle diverse unità lavorative di supporto. Fondamentale, infine, non solo per consolidare i rapporti con la compagnia turca ma anche per attrarre altri operatori è il ruolo che deve assumere la retroportualita’ con i diversi servizi che le imprese anche locali possono offrire, soprattutto in relazione ai benefici fiscali che deriveranno dall’avvio della zona economica speciale (ZES). Solo mettendo a sistema queste misure e lavorando con uno spirito di squadra il nostro territorio può diventare attrattivo e sviluppare ricchezza diffusa.

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