Costruttori di un modello di sviluppo sostenibile. A partire dalla scuola

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di MARIA SILVESTRINI
Per il terzo anno consecutivo, Taranto è stata chiamata ad organizzare uno degli eventi che in tutta Italia danno luce al progetto di una Economia civile attraverso gli obiettivi dell’Agenda 2030. “Parlare di queste cose e farle entrare nella coscienza di ogni giorno – ha detto il prof. Domenico Maria Amalfitano, presidente del Centro di cultura Lazzati , fra i più attivi e capaci sostenitori di ASVIS – è l’impegno di questi momenti forti che l’Alleanza per lo Sviluppo sostenibile crea attraverso il Festival. L’obiettivo è la quotidianità, perché parlare di sviluppo sostenibile non è parlare di mete al di fuori della comunità bensì creare all’interno della stessa un sentimento di condivisione di mentalità che riguarda ciascuno di noi. Il problema è cambiare l’approccio, costruire un nuovo modello di sviluppo”.

Claudia Sanesi, prof. Martinelli, prof Pentassuglia

Ad illustrare il programma della giornata la dott.sa Claudia Sanesi, Segretario generale f.f. della Camera di commercio di Taranto, che da anni ha abbracciato il progetto di una economia sostenibile. Tre tavole rotonde hanno acceso un focus sui goals: 4 – istruzione, 9 – imprese ed innovazione, 11- città e comunità sostenibili. Ospiti dell’intensa giornata di studio il prof. Nicola Martinelli, docente di Urbanistica nell’Università di Bari e il dott. Rocco Pentassuglia ricercatore di ENEA, che hanno illustrato la necessità di porsi, di fronte ai problemi urbanistici, con una visione aperta alla complessità. “Basta con la navigazione a vista – ha detto Martinelli – occorre muoversi in maniera proattiva riducendo drasticamente il consumo del suolo e creando una forestazione urbana che sia cerniera fra diversi centri di una più vasta città metropolitana”.
Unire saperi e gestire processi è stato il secondo momento di riflessione, guidato dal giornalista Massimiliano Martucci. I professori Luigi Ricciardi del Liceo Battaglini di Taranto ed il prof. Antonio Messeni Petruzzelli, del Politecnico di Bari, sono entrati nello specifico di azioni in grado di modificare dall’interno la formazione dei giovani, rendendola più multidisciplinare ed inclusiva. L’educazione alla sostenibilità degli studenti passa dall’ampliamento della fase di ricerca e di indagine dei fenomeni, dall’attivazione di processi di inclusione e di cittadinanza attiva, dalla utilizzazione di opportune griglie di collaborazione con la rete delle Università e delle imprese.
Ancora scuola ed approccio concreto alle tematiche ambientali nella terza tavola rotonda guidata dal dott. Vincenzo Mercinelli che ha dialogato con Maria Teresa Mascellaro dell’IISS Pacinotti, Lella Miccolis, imprenditrice di Progeva, e Bruno Notarnicola, direttore del Dipartimento Universitario Jonico. Quali competenze, quale lavoro, quale impresa, sono nel futuro prossimo un’opportunità per i nostri giovani? L’esperienza dell’alternanza scuola lavoro ha luci ed ombre, molto può essere migliorato.
La scuola e il goal 4 sono state al centro del Festival a Taranto come a Bari, dove, presso l’Istituto Elena di Savoia, è stata dedicata un’intera mattina all’approfondimento del ruolo sinergico fra Atenei, Imprese e formazione scolastica. Presenti, in entrambi i casi i Dirigenti territoriali del MIUR. Anche presso gli Istituti Calamandrei – Elena di Savoia, è stata l’opera del Centro di cultura Lazzati a sviluppare l’esigenza di trasformare radicalmente in senso più inclusivo e relazionale la didattica ed il processo educativo.

Bari, il tavolo

“La scuola è un obiettivo forte – sottolinea Amalfitano – perché certamente il giovane ha una percezione delle necessità del futuro maggiore degli adulti. Questa percezione va supportata e costruita con strumenti di lettura e di intervento, perché ciò che può essere solamente declamato diventi un impegno personale e collettivo”. Il preside Carlo De Nitto coadiuvato da validi docenti dell’Università di Bari e dello stesso Istituto, ha presentato il “primo polo sperimentale” sul “Progetto di Scuola Sostenibile”, in linea con la riforma Fedeli, sviluppato in sinergia con l’ateneo barese, la Cooperativa Camelot e l’Istituto Marcelline Tommaseo di Milano.

i ragazzi al convegno

Istituzioni e comunità a confronto su buone prassi consolidate e nuove esperienze in corso. Un momento di riflessione che ha coinvolto docenti e discenti sul ruolo che gli Atenei, le Scuole e i Centri di Ricerca hanno nel costruire percorsi ed indicare possibili vie per la sostenibilità di comunità e territori. Un futuro diverso e sostenibile sarà possibile solo nella misura in cui le istituzioni scolastiche e l’Università investano in una formazione e in una ricerca che sappiano coordinare e valorizzare le componenti sociali ed economiche, assieme a quelle ambientali e istituzionali della sostenibilità. La possibilità di cambiamento passa attraverso uomini e donne capaci di costruirlo tra didattica, ricerca e terza missione.

il modello sostenibile

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