“Cambiamenti climatici: consapevolezze e prospettive” nel convegno dei medici per l’ambiente di Taranto

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di SILVANA GIULIANO

Si è svolto nel Salone di rappresentanza della Provincia di Taranto, il convegno dal titolo;  “Cambiamenti climatici: consapevolezze e prospettive”. L’evento è stato organizzato dalla dottoressa Maria Grazia Serra, presidente dell’ISDE (associazione medici per l’ambiente)  di Taranto.

Hanno portato i saluti istituzionali, complimentandosi anche per l’iniziativa, il presidente della Provincia Giovanni Gugliotti, il neo presidente dell’Ordine degli Avvocati Fedele Moretti, il presidente dell’Ordine dei Medici dott. Cosimo Nume. La prof.ssa Patrizia Arzeni, dirigente scolastico del Liceo scientifico Battaglini, nel suo intervento ha sottolineato il ruolo assunto dagli studenti che sono i reali protagonisti del convegno. “A noi – ha aggiunto  – spetta il compito di formarli e fornire loro quelle competenze e conoscenze necessarie per la tutela dell’ambiente. Il nostro futuro è nelle loro mani”.

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“Il mondo è malato, ha un tumore che si chiama cambiamenti climatici, di matrice antropogenica, causati dall’attività umana. Abbiamo il dovere di discuterne con le giovani generazioni e agire subito”. Non ha usato mezzi termini il professor Michele Carducci, ordinario di Diritto costituzionale comparato e Diritto climatico all’Università del Salento, che ha relazionato su “Ambiente e clima tra cecità e negazionismo”. “Ci sono due profili che vanno considerati nel tema dei cambiamenti climatici, il primo è quello della cecità perché non si vede ed è un problema del quale non c’è una percezione immediata della gravità. Questo accade perché i cambiamenti climatici si proiettano su una dimensione temporale di lungo periodo. Accanto alla cecità, definita sistemica, si proietta il cosiddetto fenomeno intellettuale del negazionismo, che non è un insieme di confutazioni scientifiche, che sono fisiologiche nel dibattito scientifico, ma è la negazione stessa del problema, in quanto non esiste e quindi non è meritevole di attenzione”.

La dott.ssa Roberta Ragni, ricercatrice del Dipartimento di Chimica dell’Università di Bari, ha presentato alcuni dei corsi di laurea ancora poco conosciuti, quelli scientifici e in particolare il corso tarantino in Scienze Ambientali. “Vogliamo stimolare nei ragazzi oltre all’attenzione su questi temi anche l’attaccamento al proprio territorio. A Taranto l’offerta c’è, basta conoscerla, non è necessario andare fuori per studiare. La presa di coscienza è necessaria per un cambio di rotta anche economico, senza dimenticare che oggi dobbiamo puntare al verde”.
Il “rapporto tra cambiamenti climatici e disastri naturali” è stato l’argomento trattato dal professor Domenico Capolongo, associato di Geografia Fisica e Geomorfologia oltre che rappresentante dell’ateneo barese nell’ambito RUS per il gruppo cambiamenti climatici. Il prof. Capolongo ha sottolineato come “oggi i disastri causati dai cambiamenti climatici siano sotto gli occhi di tutti, i dati ci sono quindi è un problema di comunicazione. “Il problema è che si tratta di un trend in aumento, quello che vediamo oggi è una piccola parte di quello che accadrà nei prossimi 10-12 anni se non agiamo subito. Tutto dipende dai gas serra, il cui aumento è legato alle attività e all’aumento della popolazione. Bisogna ridurre l’uso dei combustibili fossili. Per bloccare il cambiamento climatico in atto è necessario dimezzare le emissioni di anidride carbonica e di gas serra per il 2030 e annullarle per il 2050”.

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La dott.ssa Maria Filomena Valentino, pediatra e vicepresidente di ISDE Taranto, ha focalizzato l’attenzione su “Salute e agricoltura ai tempi dei cambiamenti climatici”.
“La nostra salute dipende da come usiamo le risorse del  pianeta, l’agricoltura è uno di quegli esempi e che, se usata bene, potrebbe essere un mitigatore dei cambiamenti climatici, quindi aiutarci a ridurre i danni che stiamo facendo. Per usarla a nostro vantaggio sarebbe utile passare dall’agricoltura di tipo industriale, che provoca un impoverimento del suolo e aumenta il rischio di desertificazione,  all’antica cultura della coltivazione dei campi migliorando le produzioni agricole attraverso un uso non sconsiderato delle tecniche”. Il dibattito è stato moderato dalla pediatra e medico ISDE Grazia Benedetti. Il farmacista Andrea De Marco ha annunciato che in molte farmacie sono stati istituiti gli sportelli informativi ISDE che offrono un servizio fondamentale per un territorio come il nostro che deve prestare una particolare attenzione alla salute.

 

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