Venerdì 14 giugno, Francesco Libetta e Giulio Galimberti al Mudi per i concerti nel chiostro.

Francesco Libetta e Giulio Galimberti 1

«Ci sono molti modi in cui le arti si possono dare la mano», dice Francesco Libetta, il pianista salentino di fama internazionale che, venerdì 14 giugno (ore 21), al Museo Mudi di Taranto, ospite della 75a Stagione degli Amici della Musica “Arcangelo Speranza”, propone un raffinato concerto-spettacolo con il pianista e danzatore Giulio Galimberti per un viaggio sonoro e corporeo attraverso di musiche di Liszt, Satie, Schubert, Godowski, Capogrosso e Sciortino coreografate da Stefania Ballone.
Come spiega lo stesso Libetta, le Muse dell’Olimpo si occupano della danza, della musica, della poesia, della tragedia e della commedia. Arti sorelle tra loro, e figlie della Memoria, che possono darsi la mano, narrando o ricreando situazioni articolate, come accade in questo progetto. A partire dalle musiche di Franz Liszt, il pianista più celebrato della storia del concertismo dell’Ottocento, del quale sono in programma, dagli “Anni di pellegrinaggio”, il “Sonetto 104 del Petrarca”, i cui contrasti tra amore e morte il compositore ungherese tradusse sulla base di una melodia appassionata e aperta, e la “Canzone di Rossini e Tarantella” in cui l’autore parafrasò il tema di una celebra canzone dell’epoca, “Fenesta Vascia”.
In programma anche due pagine di Erik Satie tratte da “Gymnopédie”, “Pezzi in forma di pera” e “Le insidie del barone Medusa”, per le quali il compositore francese affidò le musiche al pianoforte per essere danzate da una specie di scimmione meccanico, e la Fantasia in Do Maggiore “Wanderer” di Schubert, nella quale l’autore volle sollecitare l’interprete a un brillantissimo virtuosismo da concerto.
Al contrario della avventurosa ricerca virtuosistica schubertiana, le “Tre brevi miniature” a quattro mani di Leopold Godowsky dimostrano, invece, come il compositore dei leggendari Studi sugli Studi di Chopin fosse capace di fascinosi risultati sonori anche quando conteneva le sue velleità di controllo strumentale.
Completano il programma brani di due compositori italiani che hanno conosciuto fin da giovani il successo, e la cui musica è stata ascoltata in esecuzioni di grandi orchestre, o in teatri come la Scala di Milano. Virtuosistico già nella concezione generale, “Sortilège”, di Fabio Massimo Capogrosso, che sarà anche spettatore del concerto, è dedicato a Giulio Galimberti e Francesco Libetta ed è pensato per pianoforte a quattro mani e danza.

Francesco Libetta e Giulio Galimberti 3

Così come tagliato per i due artisti è il brano di Orazio Sciortino, “Coreofonia”, eseguito per la prima volta nel Maschio angioino di Napoli. Pagina che, come dice lo stesso compositore, è “un brano sul gesto che diventa suono”. Coreofonia, per l’appunto, neologismo per raccontare l’azione del danzatore che a sua volta diventa pianista, con “le mani dell’uno che si fondono nelle mani e nel suono dell’altro”.
Info e prevendite Amici della Musica “Arcangelo Speranza”, via Toscana n. 22/a, tel. 099.7303972 http://www.amicidellamusicataranto.it , Box-Office di via Nitti n. 106/a – tel. 099.4540763, Basile Strumenti Musicali – via Matteotti n. 14 – tel. 099.4526853.

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